venerdì 14 settembre 2018

Nigro signanda lapillo. Giornata nera, che più nera non si può!

Buona sera a tutti!

Tanto per fare da contrappasso al "albo signanda lapillo" di avanti ieri.

Intendiamoci, non giornata nera nel senso che i funghi ci hanno fatto marameo.
Ne abbiamo trovati un po' più della metà del 12 settembre.
Non male, vista la stagione che piove piove e non piove mai.
Ci hanno raccontato in tv che ieri-oggi avrebbe fatto dei piovaschi e dei temporali a macchia di leopardo ma qua in zona non si sono viste neppure le jene ridens. 
È quello che mi è toccato vedere nel bosco che mi ha fatto andare la giornata di traverso.
E di traverso bene.
Sono inviperito, come lo scorpione con il pungiglione brandeggiato in mezzo alle chele.
Prendo la pista, vado ad una fungaia lungo strada, che li fa di qua e di là e dove avanti ieri colsi un bell'Edulis, e ci trovo sopra sbancato un pino nero di due tonnellate, con un albanese o qualcuno della stessa etnia a giudicare da come parla che massacra tutto con la motosega.
Ne hanno già tagliati diversi e il trattore a ruote, come logico, tirando i tronchi ha macinato tutto, anche il bordo della pista per un metro ad ogni lato, cancellando per sempre la fungaia e diverse altre che si trovavano dove ancora non hanno tagliato (ma ci arriveranno nei prossimi giorni)!
Fangala!

Tagliano, tagliano, tagliano.
Le piste trasformate in pantani dove affiora l'acqua e in banchi di talco (qui il terreno è finissimo, come la cipria) sulle pettate asciutte che salgono la montagna.
Un via vai continuo di mezzi a due e quattro assi con tronchi di abete e/o pino attaccati dietro.
Spaccano tutto, fracassano tutto e non gliene frega niente.
Né a loro né alla Forestale (pardon Carabinieri, questa è la più bella di tutte) che dovrebbe stare lì a controllare che tutto venisse fatto nei modi dovuti.
E poi che senso ha tagliare tutto?
Ma cosa controllano?
Se io prendo un Porcino sotto misura (mi è successo proprio qui parecchi anni fa e non lo avevo colto neppure io, ma il cinghiale) o una manciata di muschio troppo grande?
Ci fanno pure le leggi per la "salvaguardia dell'ambiente"!

Dopodiché arriva l'Ottava Armata e con il loro permesso (quindi sono complici, quelli che fanno le leggi, e non ne capiscono niente, e quelli che dovrebbero consigliarli nel redigerle e poi farle rispettare) spiana tutto a perdita d'occhio.
Poi il monte scende a valle, perché lo fa di scendere, e tutti con la boccuccia atteggiata a culo di gallina a dire "o come è potuto succedere?".
Semplice, basta stare lì a non fare niente.

Tanto ci pensano quelli con le motoseghe.
Questi posti erano un paradiso, per gli occhi e per l'anima.
Alberi magnifici, abeti e faggi, levati verso il cielo, che lasciavano filtrare appena la luce, come in una cattedrale gotica.
Cinguettio d'uccelli, scoiattoli che folleggiavano lungo i tronchi degli abeti, un tappeto infinito di muschio con pochissimo sottobosco, funghi di tutti i generi a distesa, i Porcini in quantità industriali.
Tutto sparito.
Ora non c'è più niente, solo sterpaglie e polvere.
È sopravvissuto solo qualche appezzamento di alberi nelle forre ripide che forse non verranno tagliati perché troppo difficoltoso.
Ma l'ottanta per cento della copertura boschiva se n'è andata.
E non è che verrà rimpiazzata con alberi delle specie tagliate.
No, perché ora sono tutti molto "intelligenti".
Ci mettono i Douglas, che non fanno della parte della nostra flora, sono degli alieni e in quanto tali non hanno né batteri né funghi simbionti.
Messi lì ad annichilire tutto con le sramature che una volta cadute a terra ci rimangono immarcescibili per decenni.
Che tristezza!

Metto le foto e mi tolgo dalle scatole:

 

Boletus edulis.


































Un cordiale saluto a tutti e...scusate lo sfogo!

mercoledì 12 settembre 2018

I pronostici son fatti per essere disattesi.

Buona sera!


Invitato da una vocina perentoria, sono andato ad ispezionare i miei posti di là dal Passo della Consuma.
E così stamani all'alba eravamo lì.
Macchine nessuna (e neanche al ritorno).
Taglio abetina in piena attività per eliminare tutto quello che si può col maggior danno possibile, e che li spendano tutti in medicine.
Un simpatico e sincero augurio di pessima salute per il resto dei loro anni.
Ciò detto, siamo entrati ed abbiamo cominciato a trovare qualche pezzo.
Roba bella, salda e compatta.
Tricchete trocchete, quando siamo arrivati in cima avevamo nove Boletus edulis di cui solo un paio bellocci.
Sul crinale quasi niente.
Lo abbiamo fatto tutto e siamo scesi di là, verso l'Arno.
Anche lì abbiamo girato un po' a vuoto ma poi all'improvviso è partita la bambola!
In una fungaia che conoscono tutti i frequentatori locali, sconvolta dal taglio di ripulitura e dal bunga bunga dei cinghiali, in sei metri quadrati abbiamo imbroccato nove Bastardi da urlo (lascia o raddoppia? Buona la seconda, of course!).
E da lì abbiamo incominciato a macinare in maniera impressionante.
Ci siamo buttati a capofitto nelle ripide a riportaticcio tra abete e faggio e giù funghi uno più bello dell'altro!
Abbiamo riempito il paniere, quello da battaglia, e poi abbiamo tirato fuori la prolunga.

Quasi piena anche quella.
Alle 2 del pomeriggio eravamo alla macchina con una carica spaventosa.
Qualche annotazione:
- Primo, terreno piuttosto asciutto e con pochissime specie di funghi. Più che altro qualche Macrolepiota procera, ma poche, e tanti Suillus granulatus un po' sull'anziano.
- Secondo, in qualche gola sì e in parecchie no. Esposizione? Luce solare? Mistero!
- Terzo, abbiamo trovato diverse mangiature, anche colossali, ad opera di daini e caprioli. Di qualcuna abbiamo recuperato dei gambi grossi come un braccio (visibili nelle foto d'insieme).
- Quarto, abbiamo trovato anche un Estatino, uno.
Tutto qui.
Albo signanda lapillo!

Ecco le foto:


Boletus edulis


Il primo della fungaia dei nove.





 
Sette,

otto e

nove!


Tripletta, più

il quarto (e c'erano i resti di due maturi sgranocchiati dall'ungulato).

Altra razzata, con sconti da capriolo.

Enorme.

Compagno difficoltoso da fotografare, per posizione e insolazione!




Fungo finto.







Un po' sfuocata.

Nel taglio.

Nell'erba.

L'ultimo, a rimpiatto.





  
Il paniere, prima di passare alla prolunga.


Un cordiale saluto a tutti!