giovedì 25 maggio 2017

Vuoto micologico.

Buona sera a tutti!

Due gli scopi di questo Post.

Primo

Rassicurare quanti si preoccupano per il mio silenzio.
Sono ancora vivo ma purtroppo non trovo più niente.
Ultimamente (22 maggio) con Tomoko ho fatto una scappata in Consuma e poi (24/5) da solo nei miei posti sopra Figline. 
Risultato praticamente zero in ambedue i casi.
Una manciata di Prugnoli sufficienti appena per una pastasciutta e, paradossalmente, in migliori condizioni quelli trovati in basso (anche se meno). 
Quindi, di funghi riparleremo se e quando mai pioverà (parecchio).

Secondo

Domenica 11 giugno alle ore 18, Tomoko terrà il suo primo concerto d'organo nella Chiesa di San Niccolò a Radda in Chianti.
Lo comunico perché in passato qualcuno aveva scritto di essere interessato ad ascoltarla.
Quindi, chi avesse tempo e voglia di farci una scappata, magari anche per rivedere quel bel borgo, è avvisato (l'ingresso è gratuito, naturalmente).
Di seguito la riproduzione del programma Harmonia Saeculi - VII Edizione - 2017: 



 Nessun testo alternativo automatico disponibile.


Foto dei Prugnoli:

22/5/2017


Calocybe gambosa

 










Peziza badia


Coprinus disseminatus

 
Ganoderma lucidum. Esemplari vecchi e primordi.


24/5/2017








Un cordiale saluto!





















21 commenti:

massimo ha detto...

Ciao Angiolo,
solo per precisare che nel commento al tuo post precedente, al quale fai riferimento in questo post, ero preoccupato per i funghi che non ci sono, non vedendo movimenti da parte tua, pura preoccupazione micologica, complimenti per Tomoko.
a presto
massimo

Paolo C. ha detto...

Ciao Angiolo, io sono uno di quelli che ti aveva chiesto informazioni sui concerti di Tomoko e salvo problemi dell'ultim'ora penso proprio di venire, per cui grazie per la comunicazione.
Per quanto riguarda i funghi......mi sembra un gran casino!!
Secco tanto e devastazione da parte dei cinghiali,una volta si diceva di non spostare foglie e terra nelle fungaie per non fare danni ora in tantissimi posti sembra che sia stato bombardato.Mi chiedo cosa possa nascere in queste situazioni. Io sono andato a vedere per un porcino e per ora 3 cappotti.
Saluti a tutti voi e auguri a Tomoko per il concerto.

Paolo

massimo ha detto...

Ciao Angiolo,
Stamani sono andato in cerca di porcini, al castagno per la prima volta in basso ed ho scappottato con un bocciolotto, una fortuna tremenda un pò verminato nel gambo ma un bel funghetto, lascio il link: https://www.youtube.com/watch?v=3L0sbtb5Nx8
a presto
massimo

Emanuele ha detto...

Ciao angiolo ckn l occasione di farvi un saluto ti comunico che quest anno per i porcini qua niente assaggio (A PARTE I CONGELATI DEL FREZZER ).
Mz siete in giappone?

Angiolo ha detto...

Ciao Emanuele!

Grazie per i saluti che contraccambiamo, a te e Lucia.
Anche qua è dura.
A me ha fatto fatica andare verso Nord-Ovest perché c'era piovuto e qualcosa è nato.
Adesso si aspetta qua, all'alto.
Però ha tirato tanto vento e sta facendo un bel caldo (in questo momento Peretola segna +33°C).
Speriamo in qualche canalone all'ombra ma ci vorranno ancora diversi giorni.
Chissà....

In Giappone ci saremo a fine mese.

A presto e buone vacanze a tutti!

Romagna83 ha detto...

Ciao a tutti..qualcosa è nato anche in Romagna...in 3 uscite ne ho trovati una ventina in tutto, ieri in alto 4-5 rossi belli grossi e sani ma la mia impressione è che finché non ripioverà seriamente posso anche appendere il cesto al chiodo...

Anonimo ha detto...

Oh romagna in fiore, vedi che rimanere dalla tua bella al casolare rende lo stesso ! Ricordati che lontan da te non si puo' star, quindi unn'e' meglio non oltrepassare la linea gotica almeno del Pratomagno. Un abbraccio anche ai soldatini del fiat 900 pieno, con i panieri sul portapacchi. Alberto P.d.M.

romagna83 ha detto...

Ciao Alberto ben ritrovato, no tranquillo in Pratomagno non ci vengo, troppo lontano. Ti avevo invitato a cena ma sei scomparso, peccato, una bella bistecca a Castagno d'Andrea, o Stia, o Pontassieve me la sarei fatta volentieri. Poi avremmo parlato dei panieri fatti anno scorso nella Loia, nella Buca della Neve, sui Ronchi Freddi, da Piancavallini fino a Montelleri. E poi ancora giù verso Monte Acuto. Basta avere buona gamba e andare quando ancora gli altri non ci credono (oppure ormai non ci credono più). L'invito è sempre valido eh!
Un abbraccio
Ale

Anonimo ha detto...

Saluti a tutti in primis ad Angiolo. Romagna ti ringrazio dell'invito, io sono stanziale e no global, ma ho con me un amico in questa serata di solstizio che mi racconta del monte Gemelli sopra S.Benedetto in Alpe. ..C'e' un ponte sul fosso Montone la strada sale fino ad arrivare alla faggeta. Dice che è 1 posto bomba. Poi parla di un ristorante la Beccona di Bocconi, del San giovese e ridendo di una discoteca Bull Bull. Mah. Non aggiungo altro OT. Ciao Alberto

romagna83 ha detto...

Conosco la zona del Gemelli, ma non sono mai andato per funghi da quel lato. La discoteca non la conosco, il ristorante me ne hanno parlato (dovrebbe essere quello davanti alle cascate della Brusia).

Anonimo ha detto...

Mario da Roma scrive

Ciao Angiolo, è da un po' che non scrivi e il tuo silenzio mi preoccupa un po', non tanto per i funghi e la situazione micologica che si sa come è, ma perché ci eravamo abituati a questa piacevole consuetudine che sono le tue cronache, fosse anche per comunicare che sei in Hokkaido a spassartela.
Tra polemiche e discussioni in tempi passati, ma anche interessanti dibattiti e commenti in tempi più recenti, sei diventato un punto di riferimento, se non proprio un’istituzione.
Dicci come stai?
Grazie.
Un saluto. Mario

Angiolo ha detto...

Ciao Mario!

Anche a me manca questa consuetudine, ma che vuoi farci?
Il tempo meteorologico quest'anno è ancora più infame che mai.
Non posso neanche più andare nel bosco, ché la vista del secco imperante mi butta giù non poco.
E poi la mia vita sta lentamente ma inesorabilmente prendendo altre strade, che non mostrano mete appetibili.
La vecchiaia è una brutta bestia.
Per il resto devo dirti che hai ragione.
Torno proprio ora dall'Hokkaido, dove abbiamo trascorso tre settimane a casa dei genitori di Tomoko.
E' stata una bella vacanza un po' sciupata dalla partenza che, come il meteo anzi proprio per il meteo, non poteva essere più infame.
Dovevamo decollare a metà mattinata del 29 giugno da Peretola, ma il giorno prima c'era stato quel temporalaccio che non è servito proprio a nulla.
Vento a 30 nodi e tutti i voli cancellati!
Portati in pullman a Bologna, lasciati in albergo senza istruzioni, trasferiti la mattina dopo all'aeroporto in taxi a nostre spese (ho chiesto il rimborso oltre a tutto il resto), scalo su nuovo itinerario a Pechino (caldo umido bestiale) e arrivo a destino 24 ore dopo.
Noi, le valigie no.
Due arrivate il giorno dopo ancora e la terza danneggiata e inservibile il successivo ancora.
Quattro giorni buttati via tra moccoli, reclami e assicurazioni assortite, che naturalmente prima di pagare si fanno tagliare i cabbasisi, come dice Montalbano/Camilleri.
Per il resto siamo stati benissimo.
Anche là però zero piogge e quindi niente kinoko (funghi, ma non ce ne sarebbe stato neanche il tempo, tra parenti e visite ad amici).
Solo una breve uscita, la solita di tutti gli anni con il nostro amico Nobuo Harikae-san, che si conclude sempre con il pranzo al solito ristorante biking (lo stesso che all you can eat, paghi il biglietto d'ingresso e mangi e bevi tutto quello vuoi, tranne gli alcolici).
Nel corso della quale uscita abbiamo trovato soltanto una vecchia famiglia di Pleurotus citrinopileatus (una variante asiatica del cornucopiae) e una Amanitopsis vaginata.

Tutto qui.

Non credo che sia un gran racconto.

Però...
Stavo rileggendo ora alcuni appunti presi nel corso di quel breve soggiorno.
In alcuni momenti in un ambiente così esotico e diverso dal nostro è facile avere intense emozioni che magari qui da noi non avremmo, specie se si viene a trovarsi a contatto con persone impegnate dal punto di vista artistico come la famiglia di mia moglie.
Te ne trascrivo uno, così per perdere un po' di tempo e rivivere un momento particolarmente felice:

"....tante volte, avrei dovuto venir da voi io.
- Da me, voi! Sapete chi sono? V'hanno..."
Interrompo per l'ennesima volta la lettura del capitolo XXIII (l'incontro dell'innominato con il cardinal Federigo) nel momento in cui al piano di sopra, Toko e suo padre terminano l'esecuzione dell'Aria sul G di Bach.
Provano per il concerto d'organo che domenica Toko terrà alla Chiesa protestante accompagnata al violino dal padre.
Mi sento imbambolato, quasi fuori dal tempo, qualche brivido mi scorre lungo la schiena.
E d'improvviso di sopra attaccano il "Canone" di Pachelbel!
Ma dopo alcune battute c'è un'esitazione, interrompono e quindi ricominciano.
E di colpo mi assale la paralisi totale, picchi abbaglianti di luce mi feriscono gli occhi nonostante li abbia chiusi, la vertigine diventa incotrollabile, vengo proiettato verso l'alto (o giù in basso?), non so più dove sono.
Poi tutto finisce ed io, che mi ero illuso di poter arrivare a congiungermi per un attimo con l'infinito, vengo ricacciato giù (questa volta lo so), irrimediabilmente.
Sono sconvolto e respiro a fatica.
BASTA COSI'!

L'unica cosa che posso dire a mia discolpa è: sarà demenza senile?
Perché quella deve essere, non vedo altre spiegazioni.

Un cordiale saluto a te e a tutti gli amici del Blog.


P.S.: Speriamo che si decida a piovere, mondo birbone!



Anonimo ha detto...

Mario da Roma scrive....

Ciao Angiolo, è un piacere sentirti e sono lieto che tutto proceda malgrado i cosiddetti acciacchi della "brutta bestia" come la definisci. Ciò non toglie che riesci a ritagliarti bei momenti in terre lontane. Una esperienza non da poco mi sembra di capire, se si esclude gli avvicendamenti per arrivarci e le consuete "rotture di cabbasisi" per i disguidi che hai provato.
Cosa vuoi... "prendila così" come direbbe non il grande Sebastian (Bach) o Johann (Pachelbel), ma più modestamente il nostro Lucio "dé casa nostra" che comunque è sempre qualcosa.
Quello che hai provato in quel tripudio di esecuzioni e che hai così mirabilmente descritto si avvicina molto ad una fase di "estasi" più che ad un effetto della demenza senile. Ormai se ne un po' abusato di questo termine (estasi) dandogli spesso significati mistici o peggio ancora, per descrivere qualche effetto di piacere assoluto, spesso legato a droghe ed affini.
Ma "l’estasi" nelle regioni orientali che frequenti ha un valore assoluto di grande rilievo. Di cui si potrebbe parlare per ore.
Ma mi fermo qui perché la mia ignoranza mi supera e mette una barriera. Ricordo solo che anche un tal Dante, dalla terra che ti ha dato i natali, descrive emozioni simili (anche se dice che sono indescrivibili) al cospetto del paradiso e della visione di Dio.

E di questa terra asciutta, arida come non mai, cosa possiamo dire?
Credo nulla potrà generare sotto l’aspetto micologico per ora e per parecchi giorni a venire.
Ma essendo nella città dei latini, non posso che affidarmi alla Spes tanto cara ai romani (anche se era greca, la dea Speranza che resta tra gli uomini, a consolarli, anche quando tutti gli altri dèi abbandonano la terra per l’Olimpo).

Accidenti! Non c’è che dire: da Bach a Lucio, passando per il buon Alighieri e arrivando l’Olimpo!
Mi sa che questa fase di assenza funginea ha prodotto in me qualche effetto strano: più che di estasi direi di vera confusione !

Speriamo in bene.
Grazie per avermi risposto.
Un saluto a te a e tutti.

Mario (dalla città senza acqua, senza trasporti, ma con tante buche!)

Angiolo ha detto...

Buongiorno Mario!

Avrete le buche e niente acqua o trasporti ma siete compensati anche da tanti Raggi (de soleil).
Ma basta con le asinerie (mie).
D'accordo che in questa situazione non potrà uscire nulla ma basterebbe poco per cambiare un trend che con un po' d'interessamento della dea bendata potrebbe mutare direzione.
Solo che lo volesse.
E lo dice l'abitante di una cittadina (o meglio di una zona) che viene sistematicamente evitata dalle precipitazioni.
Però per il momento la burrasca di Sant'Anna, che era quella che "rompeva" l'estate (e faceva nascere i funghi) qui è abortita: 8 mm. di pioggia in pianura e 3 in altura, cioè zero!

Quanto a Bach e Pachelbel è facile in un paese straniero, da solo, nel buio del tardo pomeriggio (in Hokkaido il ciclo del giorno è anticipato di quasi un'ora e trenta rispetto a quello della nostra latitudine), nel silenzo della periferia di Sapporo (tutto ovattato e soft, si sente solo ogni tanto il gracchiare dei corvi, sembrano tanti paperi), in una casa fatta di legno e arredata in maniera stramba per noi, con un accompagnamento musicale in sordina di quella levatura (parlo degli autori, non degli esecutori che sono comunque bravini) è facile farsi prendere dal trasporto delle emozioni.
Sensazioni che ti fanno capire che la vita potrebbe essere vissuta in maniera diversa.
E questa è una colpa (si fa per dire) che portiamo tutti quanti, noi occidentali.

In ultimo, tornando alla musica leggera, ricordi gli Aphrodite's Child, Demis Roussos e la canzone Rain and Tears?

Un cordiale saluto.

Anonimo ha detto...

Mario da Roma scrive....
Aphrodite's Child... Demi's Rouses....Rain and Tears.... che tuffo al cuore. che ricordi. Ero ragazzo...
E poi ...anzi... soprattutto Vangelis che sarebbe diventato uno dei più grandi compositore di musiche da film oltre che di altro.
Rain and Tears....che brano! Esiste anche una interpretazione, per me bellissima, del nostro Battiato, un’altra più modesta di Caterina Caselli e ancora una, ancora più modesta (per essere gentili) di Rosanna Fratello, Little Tony e Bobby Solo.. insieme..... (quasi da ridere) acc!
Ma, nella mia dichiarata ignoranza non sapevo che era tratta proprio da un adattamento del Canone in re maggiore di Johann Pachelbel.
Quante cose si imparano, in un sito di funghi!

Partirò a breve per la Croazia, in vacanza con i figli, in un’isola nell’isola, praticamente deserta. Quattro case, niente negozi, niente attrazioni (se non quelle naturali che sono qualcosa di portentoso). Niente wi-fi, niente cellulari, niente rete.
Un camion di frutta passa una volta alla settimana e il pane ogni due giorni. Per acquistare qualcosa in più bisogna raggiungere un’altro paesino che ha un minuscolo supermercato in bicicletta o in canoa a 10 chilometri di distanza.
Un piccolo paradiso che ho quasi paura di svelare. Pini e bosco che arrivano fino dentro il mare.
Vedere i miei figli, senza cellulare, senza dispositivi, senza device, senza la possibilità di acquistare nulla è un piacere da gustare con cinica soddisfazione, lentamente. I primi giorni sono sopraffatti da una noia mortale. Poi piano piano, si abituano e recuperano il gusto primitivo delle cose che gli stanno attorno. Dal mare, alle cose semplici. come costruirsi una zattera o un arco. Fare una passeggiata di 4 ore. E perché no, annoiarsi che alla loro età, è una formidabile risorsa anche se non lo capiscono. E pazienza.
E poi a sera, dopo una giornata di intensa attività del corpo ma anche della mente, è un piacere vederli gustare con inusitato piacere del pesce, cosiddetto povero, pescato dal padrone di casa qualche ora prima nello stesso mare dove si sono tuffati durante il giorno.
Quel pesce che a Roma disprezzano e a cui preferiscono surrogati industriali.
Poi, come tutti gli anni, da oltre 10 anni, dopo 20 giorni partiremo. e loro, con mia somma soddisfazione, mi faranno la consueta domanda: ci torniamo il prossimo anno? Dai... ci torniamo?
Sono piccole cose, lo so. Ma sono quelle che in fini dei conti mi hanno lasciato in eredità i miei genitori e i miei nonni.
E che negli anni considero dei privilegi. Piccoli segreti. "Sensazioni che ti fanno capire che la vita potrebbe essere vissuta in maniera diversa", come dici bene te.

Un caro saluto dalla capitale dai mille Raggi (forse troppi)

Mario


Anonimo ha detto...


Bentornato Angiolo,
leggo sempre con piacere i post di questo blog, c'è sempre da imparare qualcosa su tutto a 360 gradi. E forse è proprio questo che lo rende unico nel suo genere.
Per i funghi io ho ancora addosso un bel cappotto nonostante il caldo bestiale che ha fatto e che il meteo preannuncia anche per i giorni a venire.
Staremo a vedere, per il momento in attesa di momenti micologici più propizi cari saluti a tutti.
Cordialmente
Gigino

Sandra Biancanelli ha detto...

Complimenti Angelo, per la pagina che stai portando avanti!!! Sei un grande fungaiolo. Saluti

mirko ha detto...

ciao angiolo sono al mare ho visto che è piovuto un Po da tutte le zone della Toscana.. .Non ho notizie delle precipitazioni don consuma e Abetone per decidere se verso fine mese è il caso di fare un uscita...tu sai nulla in merito..
grazie mirko

Angiolo ha detto...

Ciao Mirko!

Beato te!
Qua è tornato un po' di caldo e per dopo domani mettono 34°C.
Ci risiamo, quasi.
D'altronde il Solleone è agli sgoccioli ma non è ancora finito.
Pioggia?
Qualcosa.
Forse in Consuma-Vallombrosa.
Comunque siamo al limite, ce ne voleva dell'altra.
Chi vivrà vedrà.
Buona permanenza!

Un saluto.

Giovanni Bacchelli ha detto...

caro Angiolo
vecchia serpe valdarnese
dai che ci siamo...........
ma te come prima sortita dove andresti?
non intendo solo pianta e altitudine
ma dove lasci la macchina
non so se mi spiego...
suvvia fai il bravo che poi ti dico qualche posticino dei miei
uno scambio alla pari, mi sembra onesto
tanto più che mi è sembrato di capire che siamo sul sunset boulevard
non gli dar retta a quegl'invidiosi dei posti che vagano sparlando e oltre misura spesso su questo blog
in gamba eh

Angiolo ha detto...

Eilà Bacchelli Giovanni!

Sempre il solito, eh?
Primo, serpe sì ma valdarnese no.
Sono fiorentino, anzi neppure.
Sanfredianino dal momento che sono nato in Santa Croce (via Torta) ma ho vissuto sempre in San Frediano (via della Chiesa), finché non mi sono trasferito in Valdarno a godermi la pensione.
Da ventun anni ed alla faccia dello stato (con la minuscola) italiano, che comunque col "tutto mio che poi a te ci penso io", mi ha fregato mezza pensione.
Ragion per cui conto di vivere molto a lungo per tirargli fuori più soldi possibile.
E comunque con quel che ho vivo bene.
Il viale del tramonto?
Qualche volta ci penso, quando mi prende la malinconia perché non nascono i funghi.
Aspetta che piova per bene e poi te lo fo vedere io.
Scambi di posti non mi necessitano dal momento che ho difficoltà a gestire i miei. Anzi, se vado di qua, non ho tempo per andare di là...mannaggia!
Per il resto, tutto bene.
Un giorno o l'altro c'incontreremo (forse).

Un saluto.