lunedì 14 novembre 2016

Roma, memorie di gloria e bellezza.

Buona sera a tutti!

Finalmente mi decido, dopo lunghe esitazioni, a fare un po' di resoconto di una giornata esaltante.
Lunghe esitazioni perché la signora moglie nipponica, come tutti i suoi connazionali (o quasi, perché le eccezioni ci sono sempre), non gradisce molto di essere messa in vetrina anche se in un contesto favorevole e lusinghiero.
Giornata esaltante, perché ogni volta che metto piede nella Città Eterna mi sembra di tornare (tornare?) indietro di due millenni.
Nella capitale di un mondo, un intero mondo, tutto quello allora noto (a parte Asterix , Obelix e relativo allegro villaggio), che ha segnato in maniera ineguagliabile il suo tempo (due millenni appunto), come nessun'altra civiltà terrena ha mai fatto né probabilmente (ne sono quasi certo) mai farà.
Scopo, la partecipazione della Corale Ermenegildo Cappetti di San Giovanni alla celebrazione di una Messa in una delle quattro Basiliche Papali della Capitale.
In un primo tempo questo doveva avvenire in San Pietro ma poi, all'ultimo minuto, c'è stato un cambiamento drastico che ha gettato un po' tutti nel panico perché l'agibilità era stata negata all'improvviso.
L'esibizione di una comunità olandese(?) o qualcosa del genere.
Poi alla fine la situazione si è sbloccata ed è stata accordata la partecipazione al rito delle ore 12 nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura, che non avevo mai visitato.
Splendida, come del resto tutte le grandi chiese del Vaticano a Roma (la Basilica sorge sul territorio italiano ma gode dell'extraterritorialità, per cui è soggetta a tutti gli effetti alla giurisdizione della Santa Sede). 
Fatta costruire da Costantino, è situata sulla via ostiense a circa 2 miglia dal luogo in cui fu decapitato il Santo.
Consacrata nel 324, poi ricostruita perché troppo piccola nel 391 per ordine di Graziano, Teodosio e Valentiniano (da cui l'appellativo di Basilica dei Tre Imperatori ) e infine distrutta da un grande incendio nel 1823.
La ricostruzione quindi risale a meno di due secoli fa e la consacrazione ad opera di papa Pio IX al 1854, ma in pratica l'impianto attuale con l'aggiunta del quadriportico esterno, formato da quasi da 150 colonne, fu completato nel Ventennio fascista (1928).
Il quadriportico poi è stato danneggiato dal terremoto del 30/10/2016, pochi giorni fa.
Per grandezza è la seconda delle quattro Basiliche Papali dopo San Pietro ed è lunga 131 metri, larga 65, alta 29,70.
Queste un po' di notizie raccolte online e su qualche libro in mio possesso.

Ciò detto, ieri mattina alle 6:40, siamo saliti in 87, con familiari e tutto il resto, su due confortevoli pullman. 
Destinazione Roma ed i suoi grandi ricordi.
Siamo arrivati alle 9:30 e devo dire che il tempo ci ha veramente assistito, perché nonostante la nebbia e la gelata (al momento di partire c'era parecchia brina), abbiamo trovato una giornata veramente eccezionale, mite e soltanto un po' nuvolosa nella seconda parte del pomeriggio.
Bellissima la Basilica, come dicevo.

Eccone qualche foto:


Facciata con mosaici fondo oro (1854-74) riproducenti quelli del X sec. distrutti dall'incendio del 1823.



Il colonnato del quadriportico, danneggiato dal terremoto del 30 ottobre di quest'anno.





La Porta Santa.

Porta Paolina, 2008.

Porta Bizantina, XI sec., l'unica sopravvissuta all'incendio del 1823.



La navata centrale con l'Arco Trionfale di Galla Placidia.


Mosaico absidale (1220 ca.).

Il Ciborio di Arnolfo di Cambio.

Eccolo in primo piano.


Uno dei due altari gemelli realizzati dopo l'incendio con la malachite donata dallo zar Nicola I.
I riquadri blu sono in lapislazzulo.




Tutto il perimetro dei varii ambienti che compongono la Basilica, la struttura è a croce latina, è contornato da 266 medaglioni con la raffigurazione a mosaico fondo oro dei ritratti di tutti i papi, da San Pietro all'attuale Francesco I.


Illustrata un po' la Basilica, c'è poco altro da dire.
Dalle 12 alle 13 si è svolta la Messa, Tomoko ha accompagnato all'organo la Corale, diretta dal M° Lorenzo Martellini, e tutto è andato bene.
C'era moltissima gente, più della Messa precedente delle 10:30, a parte della quale abbiamo assistito anche perché Tomoko e gli altri sono dovuti entrare un po' prima per sistemarsi ed ambientarsi.
Al termine con il pullman siamo andati a pranzo (abbondantissimo e ottimo) alla Casa Bonus Pastor, pranzo compreso nella quota pagata per partecipare alla spedizione.
Dopo ci sono rimaste un paio di ore di cui abbiamo appofittato per dare un'occhiata a San Pietro e Castel Sant'Angelo.
Solo un'occhiata perché eravamo un po' distanti dal Centro del Vaticano e in San Pietro c'era una fila di più di un'ora per entrare e pure a Castel Sant'Angelo la ressa era abbondante.
D'altronde era domenica e per giunta con un grande afflusso di pellegrini perché era la giornata di chiusura della Porta Santa in tutte le chiese (tranne San Pietro). 
Così dopo aver passeggiato un po' siamo risaliti al punto di ritrovo ed alle 17:40 siamo ripartiti per casa.
Rientro tranquillo senza particolari intoppi, anche perché abbiamo avuto più fortuna che anima.
Difatti sul G.R.A. siamo passati sul luogo dove qualche minuto prima si era verificato un grosso incidente (7 macchine coinvolte, 2 corsie impegnate su 3) ma per fortuna non si era ancora bloccata del tutto la circolazione.
Una questione di minuti.
Quando ti vuole dire bene.
A casa alle 21:15, addirittura in anticipo sull'orario previsto!
Deo gratias!

Ecco le altre foto scattate:


Prima e durante la Messa:






Il Direttore del Coro, M° Lorenzo Martellini.





La Corale Ermenegildo Cappetti.




All'arrivo a Roma:

 
I Pini di Villa Borghese (o di Respighi?).


Fontana (di Roma, appunto) delle Naiadi.


Basilica di Santa Maria degli Angeli.

Sembra che Della Valle abbia fatto proprio un bel lavoro, nonostante tutte le critiche ricevute perché ci si faceva pubblicità. Secondo i soliti "rompiglioni" lo poteva fare solo se ci falliva economicamente.


Il Circo Massimo.

Il nostro pullman.




  


A spasso per il Vaticano: 



Casa Bonus Pastor, anche questa extraterritoriale.

Corriere Vaticano.

Piazza San Pietro.


Castel Sant'Angelo.




Scala del Viale Vaticano.


E con questo, certo di avervi fatto venire la sbadigliarella, vi do la....



Buona notte!!!

60 commenti:

massimo ha detto...

Buongiorno Angiolo, complimenti a Tomoko e a tutto il coro di San Giovanni Valdarno, sono daccordo con te, quando torniamo a Roma è sempre la stessa emozione, come se fosse la prima volta, per quanto mi rigurda non ci sono altre città o capitali europee che suscitano le stesse emozioni della nostra capitale, in qualsiasi angolo ci sono monumenti che ci fanno ricordare e forse anche intravedere la grande storia di questa città, sia dal lato religioso che quello civile.
Salutoni
massimo

Giovanni Bacchelli ha detto...

anche se non interesserà ad alcuno dei visitatori del blog, visto il livello culturale di arboriana memoria, mi piacerebbe sapere il programma se messa o singoli brani
tranquillo Angiolo la bambolina sta riposando

Anonimo ha detto...

Mario da Roma (de Roma) ha scritto…

Ciao Angiolo, sono contento che sei venuto nella città eterna anche se per un solo giorno.
Roma sorprende sempre. Anche chi, come me, ci vive e ne subisce tutti gli aspetti negativi.
Sporca, mal amministrata, caotica, maleducata, …. adesso anche squattrinata ed indebitata.
Ma Roma sopporta… da sempre. La sua bellezza e pari alla sua paziente docile tolleranza. E quando hai finito di incazzarti per qualcosa che non funziona (e sono tante le cose che non funzionano)… giri la testa e qualcosa di nuovo che non avevi mai visto prima ti sorprende e accheta la tua voglia di andartene da questa città.
Sono tante le cose belle e credo, avendo viaggiato un po’, che non esiste città al mondo con una sovrapposizione così infinita di piani storici, tutti li a far bella mostra di sé. E godibili da tutti. Da sempre!
Ma la cosa più bella da fare a Roma e scoprirla.
Dietro a ciascuna meta, diciamo turistica, se ne nasconde un’altra per pochi intimi, ma sempre fruibile e sempre per tutti.
Basta conoscerla. E spesso gratis.
Si scopre per esempio che con una semplice ricetta medica (da presentare all’entrata ad una delle guardie svizzere a lato di Via Leone IV) si può entrare nella Città del Vaticano e usufruire della farmacia interna, e intanto visitare i giardini contornati da palazzi seicenteschi di rara bellezza che mai si ha la possibilità di vedere, in una dimensioni quasi surreale tra cardinali in preghiera e giardinieri al lavoro.
Oppure percorrere da Castel Sant’Angelo “Il Passetto del Borgo” le mura che dal castello conducono direttamente in Vaticano e solcate in duemila anni di storia da almeno duecento papi. Un itinerario poco conosciuto ma è forse la vista più bella su San Pietro!
Più conosciuta, ma altrettanto suggestiva è la vista dal Giardino degli Aranci nei pressi della Basilica di Santa Sabina all’Aventino (per me la più bella su Roma, superiore di gran lunga al tanto blasonato Gianicolo). Se si guarda nel buco della serratura della cancellata duecentesca dei suddetti giardini c’è poi una inquadratura perfetta del ”cupolone” di San Pietro. Sembra una diapositiva a forma di chiave.
Anche la fontana (la fontana delle Naiadi) che hai immortalato, in quella che un tempo era chiamata piazza Esedra, oggi piazza della Repubblica, ahimè luogo bistrattato da auto, pullman e via vai distratto delle persone, ha una storia unica.
Si tratta della prima fontana “sexy” del mondo! E forse l’unica!
Realizzata dal nonno (Mario Rutelli) del poi futuro sindaco di Roma, verso la fine dell’800, attirava in quegli anni di pudica moralità, frotte di giovanotti che ammiravano ormonalmente estasiati le Ninfe nude in posizioni assai lascive bagnate dall’acqua.
Al centro di essa fa bella mostra di sé una figura maschile con un delfino in mano. Il “Sor capanna” (quello tanto per capirci del “daje de tacco, daje de punta…”) forse il più famoso cantastorie romano, ispiratore di artisti del calibro di Petrolini, della fontana all’inizio del ’900 ne parla così in uno stornello:
C'è a piazza delle Terme un funtanone
che uno scultore celebre ha guarnito
co' quattro donne ignude a pecorone
e un omo in mezzo che fa da marito.
Quanto è bello quer gigante
lì tra in mezzo a tutte quante:
cor pesce in mano
annaffia a tutt'e quattro er deretano.
Sulla stessa piazza della fontana si affaccia forse quello che, almeno per me, è il monumento più importante di Roma (ovviamente insieme a San Pietro), anch’esso poco visitato: le Terme di Diocleziano. Uniche al mondo, e anch’esso con un percorso alternativo altrettanto suggestivo e non frequentato. Ma la storia sarebbe troppo lunga.
Ricordo solo che proprio la storia dell’Italia inizia da qui, da questa piazza su cui si affaccia Porta Pia e la sua famosa breccia!
Spero di non averti annoiato. Se torni a Roma sarò lieto di darti qualche informazione, a volte difficilmente reperibili, sui percorsi alternativi affiancati a quelli classici.
un saluto. Mario

Anonimo ha detto...

Tranquilli la bambola finisce. Angiolo, permettetemi solo un ultimo intervento per replicare ai gobb, o scusate, ai romagnoli. Prima di tutto Reggello e tutta la zona, ormai divenuta famosa e' provincia di Firenze. Poi riguardo i permessi, la Regione Toscana permette di fare un semplice bonifico di pochi euro ad un c/c postale invece per noi occorre recarsi dove ??? La mattina presto e la Domenica è tutto chiuso e poi i fossi sono pieni come i nostri. La verita' e' che siete dei furboni e percio' malvisti. Riguardo l'accoglienza, io personalmente me ne sto bene qui tra le mie montagne non mi interessa la cara riviera romagnola che piace solo a quei simpaticoni dei deutsche. Fino a prova contraria, siete voi che venite da noi a macchinate, fitti come sardine con i cesti sui ginocchi a prendere tutto senza dare nulla, nemmeno un caffe' alla Consuma. Insomma, come ospiti non ci piacete affatto. Meglio gli extra di Paterno.
Riguardo il livello di istruzione, la laurea. Chissa' adesso che Camerino e' terremotato e Cepu quasi fallita le future matricole a chi si rivolgeranno. Vista l'ultima moda, arrivata anche a Roma, ai frati di Vallombrosa? Infine mi devo scusare con Ercole. Devo averlo scambiato con un altro. Gli indizi ricavati dai post erano sbagliati. Poi la storiella della multa era arrivata anche a me. Ma a quanto pare, questo gran descrittore della zona, da come scrive, piu' che un lupo, sembrerebbe uno yorkshire. Al termine della polemica, mi auguro che l'anno prossimo se i funghi faranno altrove descriverete minuziosamente gli altri luoghi, non per me perchè vado sempre nello stesso posto, ma per leggere le reazioni degli altri che si ritroveranno nelle condizioni di noi oggi. Alberto PdM.

Angiolo ha detto...

Eccoti accontentato Alberto PdM.

Io, non uso il pluralis maiestatis, sono sempre tranquillo.
Se poi la bambola finisce, ancor di più.
L'unica cosa che mi piace poco, scusami, è la bava alla bocca.
E stai sereno!
Ci ha fatto un hashtag anche Chi sai.
E poi una cosa che non ho capito: "l'ultima moda, arrivata anche a Roma".
Sarei per caso io col mio report sull'escursione a San Paolo Fuori le Mura?
Abbi pazienza, ma sono un po' duro di comprendonio.

Un cordiale buona notte.

P.S.: Mi auguro anch'io che il prossimo anno i funghi nascano anche in altre zone.
Ma certamente non leggerai le reazioni degli "altri" ai miei Post perché anch'io vado sempre nei soliti posti e quindi non descriverò niente di nuovo.
Ma forse è un discorso troppo ingarbugliato.

Anonimo ha detto...

Il commento prima del mio e' di un romano, era a lui che mi riferivo. Spero non arrivino anche da laggiu'. Poi se hai dei bei #, ancora + polemici, pubblicali. A.PdM

simone ha detto...

Complimenti Angiolo per la bella gita in quel di Roma e congratulazioni a Tomoko. Non ho voglia di replicare nuovamente a Alberto pdm a questo punto penso non ne valga la pena, non sono mica san francesco. Quello che mi sto iniziando a chiedere è: ma se ci sono così tante persone che impazziscono per l'esistenza di un blog che a mio avviso mai ha fornito indicazioni precise su questa tanto ormai famosa abetina di vallombrosa, non varrà la pena andare a farci una capatina? certo, cambiare dopo 30 anni la propria zona di ricerca comporta ripartire daccapo e rinunciare a raccolti sicuri e, in questo caso, aggiungere anche 60 km di viaggio, ma ne varrà sicuramente la pena!! per fortuna ho una macchina a 7 posti così potrò portar con me 6 amici per dividere le spese e che mi facciano compagnia e che a loro volta porteranno altri amici. Tutti fungaioli esperti con un certo occhio e una certa conoscenza dei funghi, mica fungaioli della domenica. Creando un gruppo whatsapp e condividendo le coordinate delle fungaie magari bastano un paio di anni per devast.. conoscere tutta la zona. Se qualcuno ci incontrerà ci riconoscerà sicuramente, siamo quelli con la sciarpa bianconera, dovremmo riuscire a formare gruppi di almeno una dozzina di persone che schiamazzano, sporcano, corrono nel bosco per rovinarlo più in profondità, non pagheremo tesserini, non puliremo i funghi, sicuramente inizeremo a cercare alle due di notte con l'uso di fari molto potenti. Nessuno si offenda ma il caffè non lo berremo alla Consuma ma ce lo portiamo da casa nel thermos perché in toscana proprio non lo sapete fare. Se volete scambiare due parole non aspettatevi granché, l'unico mio amico diplomato è in carcere per bracconaggio. Noi in Romagna siamo abituati così non prendetevela. Dimenticavo... abbiamo anche il vizio di tagliare le gomme agli altri fungaioli ma che sarà mai..

romagna83 ha detto...

Peccato Alberto, pensa che invece io considero i toscani delle persone meravigliose, certo ogni tanto si becca qualche personaggio sulle sue, qualche "grullo" come dite voi, ma vi considero persone vere, vengo in toscana a mangiare la bistecca, la schiacciata e a godermi le vostre città. Per i funghi resto sul confine, le zone le ho dette oramai troppe volte, purtroppo non posso andare a funghi in centro a Cesena...
Non è vero poi che non vengono citate le altre zone, quest'anno ad esempio si è parlato di Falterona, di Oia, zona impervia ma estremamente battuta quando è l'ora. E fidati che dire "ho trovato i funghi nell'Oia" è come dire "ho trovato i funghi nell'abetina di Vallombrosa", si riempie in men che non si dica per quanto sia vasta. Però il bosco non è devastato, non è sporco, i funghi si son trovati anche se certi giorni si cercava in 5/6 sotto alle stesse piante. Merito dell'istituzione del Parco? Non credo proprio, mai visto un forestale in quel lato di montagna, ti aspettano al parcheggio di solito...Poi se i miei corregionali si trattengono sul Falterona e si sfogano a Vallombrosa questo non te lo so dire, laggiù è troppo distante e non ci vengo di certo. Però ammetto, come dice anche Simone, stai aumentando la mia curiosità...

Ale

Anonimo ha detto...

Mario da Roma scrive...
Il problema posto da Boccadilupo qualche tempo fa è serio, almeno per me. E si riferisce non solo all’abetina di Vallombrosa ma in generale a cosa ne vogliamo fare di questo via e vai di informazioni digitali.
Quale sarà il futuro di tutto questo e cosa produrrà in futuro è un tema che possiamo ignorare oggi ma che domani si riproporrà in tutta la sua portata.
Su questo, tempo addietro, ho detto la mia, polemizzando con il padrone di casa, e ci sarà sicuramente occasione di parlarne se il clima verbale lo consentirà.
In sintesi: un sito di funghi.. di funghi deve parlare! Lasciando stare luoghi e indicazioni. Nella cronaca dell’autore e nei commenti a seguito.
Nulla viene tolto al fascino della ricerca, al reportage e alla intensità della narrazione. Se questo non iniziamo a farlo noi, amanti del bosco quali ci definiamo, chi lo deve fare?
Questo senza nulla togliere alla stima e all’affetto che provo per questo signore che ci racconta con sagacia, arguzia e anche simpatia il quotidiano della sua ricerca, non solo funginea.
Detto questo....sono contro a tutti i balzelli, leggi e leggine, permessi e contropermessi. In piena libertà ognuno può andare dove gli pare. Ma questa libertà deve essere una conquista.
Basata sul rispetto dei luoghi e delle persone che ci abitano. Contro la “dritta” facile e contro le informazioni di massa che mal si associano alla vita di un vero amante del bosco.
Non punto il dito contro nessuno. è un semplice invito a riflettere.
In riferimento ai timori di Alberto PdM vorrei rassicurarlo: non ho nessuna intenzione di frequentare l’abetina di Vallombrosa. A meno che non riceva un invito diretto da lui, da Boccadilupo e da Angiolo insieme (cosa alquanto improbabile).
Tuttavia mi sembra che il problema, come lo poni tu, diventa solo di carattere regionalistico, che per quanto divertente per chi legge, non affronta seriamente il problema. Temi il romagnolo, adesso anche il romano… Attenzione al marchigiano che prima o poi potrebbe subentrare…. il ligure poi...
Bè… sui gobbi potrei essere d’accordo (ovviamente scherzo!), visto che sono tifoso fino a midollo di quella squadra color granata, che in tempi ormai lontani era la più forte del mondo e scomparì in un batter di ciglia sulla collina di Superga.
Ma questa è un’altra storia.
A Roma si dice: Se tte 'ncazzi e poi te scazzi è tutto 'n cazzo che tte 'ncazzi.
Ecco. Incazziamoci di meno e riflettiamo di più su come salvaguardare ciò che tanto amiamo.
Questo sarà il tema del futuro, non solo in merito ai funghi: oltre ai debiti, qualcosa vorrà lasciare questo paese alle generazioni che verranno?
Un saluto da Roma.
Mario

Angiolo ha detto...

Ciao Mario de Roma (Roma con la mezza erre)!

D’accordo con te.
Però, come sai, io ho sempre cercato di mantenere un clima disteso, leggero e scherzoso.
Anche perché ritengo che l’argomento non sia d'importanza vitale.
Piacevole e distensivo sì, ma non lo scopo esasperato di un’esistenza.
Se poi mi sparano addosso con l’artiglieria pesante, io rispondo con tutto l’armamento, principale e secondario.
Purtroppo è nel mio carattere, come in quello delle controparti, da quel che è dato vedere.
D’altronde un sito che parla di funghi, deve trattare appunto dei funghi con annessi e connessi, e secondo me, in alcuni casi non può prescindere da precisazioni e notizie, anche se a qualcuno (o molti, ma mi sembrerebbe di più a pochi) dà noia.
Questo voleva essere un racconto delle mie dis/avventure micologiche e un incoraggiamento per chi da neofita avesse la (buona) volontà di accostarsi alla materia pratica nei dovuti modi.
Quindi, qualcosa devo dire.
Certamente non “vai sotto gli abeti e guarda”.
Quali abeti? Cosa guardo?
Il pedano, le fronde, il crociere che ci si è posato sopra?
Tutto deve essere trattato magari entro certi limiti ma certamente non si sta violando il Secondo Comandamento (Non nominare il nome….).
Dove siamo?
Di fronte a Tomás de Torquemada, al jihadista di turno?
Quindi, se vogliamo essere ragionevoli, occorre mantenere anche un certo fair play e non certo digrignare la dentiera, cosa che ben non predispone chi ci sta di fronte.
Altrimenti è guerra.
Ma in guerra, come sai, si danno e si prendono.
Quanto ai romagnoli, dopo averlo detto ai toscani lo ripeto anche a loro, cerchiamo tutti di non andare troppo sopra le righe.
E soprattutto non tagliatemi le gomme perché, se vi ci trovo, potrei non essere d’accordo.

Un cordiale saluto a tutti.

Mario ha detto...

Grandissima Tomoko! Avete vissuto un'esperienza straordinaria che di certo non dimenticherete. E poi Roma è sempre magica. Assolutamente.
Salutoni.
Mario da Prato
p.s. seleziona i riquadri con i cartelli stradali è troppo facile. Preferivo quando, un po' di tempo fa, bisognava "indovinare" un numero civico scritto su non si sa cosa, che fluttuava in mezzo alle nebbie (-:

Emanuele ha detto...

Ciao Angiolo
Per me la passione dei funghi va condivisa che è più bello. Questo anno ho portato con me un paio di volte un collega novizio.
Oggi siamo andati con Lucia e ci siamo abbastanza divertiti. Oltre ai soliti lardaioli regalati a mamma , fratello e cugina abbiamo trovato tre cucchi e due. Porcini una, bella, fioritura di ordinalessa e sopratutto una geotropa (una sola mi sa che sono arrivato tardi). Cmq la geotropa è veramente buona ci abbiamo fatto un piccolo crostino. Stasera k quindi zuppa con il resto e la Lucia con una piccola parte di lardaioli ci sta provando a fare una lasagna. Bho stiamo a vedere un saluto e complimenti a tomoko.

Angiolo ha detto...

Buona sera, eccomi di nuovo qua!

Mi trovo in grande imbarazzo perché continuano ad arrivarmi Commenti anonimi o anche firmati ma i cui contenuti non mi piacciono e non concorrono a instaurare un clima costruttivo e amichevole.
Così continuo ad eliminarli ma c'è chi li ripropone come quello che segue a firma Ercole il lupo.
Quindi mi sono deciso a riportarlo col copia incolla eliminando un paio di frasi che non mi piacciono e che in prima battuta mi avevano indotto a cancellare tutto.
Mi esibisco in questo collage perché non riesco a trovare il modo di pubblicare il Commento tal quale eliminando semplicemente quello che secondo me non va.
Eccolo qua:

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Roma, memorie di gloria e bellezza.":

Ho ricevuto molte accuse, ma i posti di cui ho scritto sono molto ampi. A chi gli rode e per quale ragione? I luoghi sono sempre stati molto affollati, Poi si parte la mattina all'alba, se ci sono si svuota il cesto altrimenti si torna al tramonto. Se uno è piu' esperto e ne trova maggiormente, anche quest'anno, gli altri dovrebbero ammirarlo e cercare di imparare da lui. Perchè invidia?
Danno fastidio le altre persone per quale motivo? Perchè non riuscite a trovar nulla?
Poi le dolenti note. Alberto tu abiti vicino ad una zona bellissima. con quale autorità vuoi privarla agli altri? Sei per caso il padrone? Paghi piu' tasse?
Dei funghi trovati ognuno puo' farne quel che vuole, o deve chiederti l'autorizzazione? A proprio avviso se c'e' un avido sei tu che vorresti eliminare la concorrenza.
Ti permetti di giudicare gli altri anche sul livello di istruzione, ma tu chi ti credi di essere? Arrivare in alto con la 2 CV rossa era gia' un successo e ci riuscivo perche' l'avevo alleggerita anche del cric e posso garantirti che il piu' delle volte al ritorno andava bene perche' c'era solo discesa. E' si! come puoi vedere, Alberto, non siamo tanti come lamenti, che andiamo nello stesso posto. Ma, allora cosa ti manca? Sicuramente devi imparare oltre che a trovare i funghi, a non essere geloso e superbo, a rispettare il prossimo, a non guardar male chi incontri nel bosco od insultarli sul blog. Ercole il lupo

Chiudo qui, raccomandando calma e cordialità a tutti, cosa che non sarà mai bastevole.
Potersi scambiare opinioni ed esperienze senza il correre il rischio di dover impugnare uno spadone a due mani è il principio basilare della convivenza civile.

Un cordiale buona notte a tutti!

Anonimo ha detto...

Concordo con il mantenere i toni adeguati...ci vuole pazienza nei confronti di tutti...per i cercatori della Domenica...come per l' assurda orda assassina che vaga nel bosco come fosse al supermercato...per i finti esperti...per quelli che trovano Ovoli a bizzeffe a Dicembre o Porcini in mezzo ai Lardaioli e le Trombette...ci vuole pazienza...la differenza la facciamo noi, i professionisti del fungo, quelli che sanno le fungaie e che anche a distanza di centinaia di Km arrivano prima degli altri... Volete mettere...??!! Un cordiale saluto a tutti. Marco da Reggello...Alias Dottor De Funginis...!!!

massimo ha detto...

Ciao Angiolo, qualche giorno fà un mio amico mi ha detto che era stato con altri a cercare i portentosi agli abeti e che ne aveva trovati, guardando su internet a me sembra uguale al dormiente, secondo tu sono gli stessi funghi o no.
Non ti arrabbiare più di tanto per i post di alcuni, cerca di sorriderci sopra, ovviamente se tu non ritieni di doverli pubblicare procedi, il padrone di casa sei tu, mi fà piacere che tu ci abbia ripensato sul chiudere il tuo Blog.
Salutoni
massimo

Angiolo ha detto...

Ciao Massimo,

grazie!
No, direi proprio che il Tricholoma portentosum non assomiglia affatto all'Hygrophorus marzuolus.
Hanno lo stesso modo di nascere, questo sì.
Ma il Portentoso è un parente stretto delle Morette (Tricholoma terreum e altri del gruppo: atrosquamosum, orirubens, scalpturatum, etc.).
Il Dormiente invece è un Igroforo, lamelle decorrenti e rade.
Mentre i Tricolomi le hanno smarginate e piuttosto fitte.
E poi la taglia: il Dormiente è tozzo e slanciato solo nella fase finale dello sviluppo mentre il Portentoso è molto più snello, col cappello a punta (in età giovanile) e ha la cuticula finemente fibrillata com se fosse di metallo.
Il primo nasce e prospera anche con la stagione molto molto fredda, mentre i Tricolomi arrivano fino all'inverno ma proprio il gelo non lo reggono.
Il fungo con cui si può più facilmente confondere il Portentoso è il Tricholoma sejunctum che è uguale per forma ma è piuttosto giallo, mentre il nostro è grigio viola con solo qualche leggera sfumatura chiara.
Comunque è questione di percezione e i miceti vanno visti sul campo.
Allora, avendo quel minimo di colpo d'occhio proprio di coloro che vanno spesso nel bosco, si capisce subito la differenza e non si sbaglia più (o quasi, per cui fare vedere ad esperti le prime volte, ché ci sono a giro dei tipi poco raccomandabili come il Tricholoma pardinum, che in età giovanile può in qualche modo creare confusione; però molto più con le Morette, direi).

Un cordiale saluto.

Mario ha detto...

Giusto. Altra differenza sostanziale.
Quando cresce il Marzuolus, per farla breve, nel bosco non c'è altro. O quantomeno, niente con cui si possa confondere. Tutto il contrario per il portentosum, che ad un occhio non esperto può apparire troppo simile a diversi altri funghi. Oltre agli esempi di Angiolo, aggiungerei Tricholoma Virgatum, specialmente se siamo sotto conifera, ma anche Tricholoma sciodes, se preferiamo cercare in ambienti dove è presente anche il faggio. Non a caso, il portentosum è considerato "fungo da esperti". Pertanto, il mio avviso, obbligatorio per chi è alle prime armi, è far vedere sempre il raccolto ad un esperto di un ufficio micologico. Lasciate perdere auto-identificazioni da foto su internet, "presunti espertoni" del quartiere, della porta accanto ecc. che spesso e (mal)volentieri sono solo sinonimi di lavanda gastrica.
Saluti.
Mario da Prato

Anonimo ha detto...

Sono Maurizio, vivo a Firenze ma ho una casetta a Castagno d'Andrea, sotto il Monte Falterona, da appassionato fungaiolo, devo innanzi tutto complimentarmi con il master Angiolo per lo stupendo blog, interessante sotto tutti i punti di vista.
Mi e' balzato agli occhi la tematica dei romagnoli che vengono in Toscana e si arrabbiano perche' non sono benvisti. Vero anche a Castagno e' cosi' ! E' proprio come scrive Alberto. Ci sono stati anche diversi litigi finchè non e' stato istituito il parco con una grave, esagerata somma da pagare. A quel punto come d'incanto sono spariti tutti. Anch'io non ci vado piu', purtroppo.
La normativa sui funghi, la caccia e la pesca in Emilia Romagna e' molto complessa, si e' accennato alla pesca, ma anche i funghi prevede il pagamento di balzelli a degli "enti competenti" in pratica, se sbaglio correggetemi, ogni comune o giu di li' ha un proprio permesso.
Questo di fatto non credo favorisca un toscano che volesse sconfinare. Forse non favorisce nemmeno il romagnolo che si giustifica dicendo di aver descritto "il loia" (come dicono da noi), che e' Toscana. Percio' prima di scrivere che c'e' qualche "grullo" pensi per se ed ai suoi amministratori.
Maurizio

romagna83 ha detto...

Maurizio, raccontami di più su questi storici litigi tosco-romagnoli, cosa li faceva scatenare e perché qualcuno si prese la briga di risolverli istituendo il Parco (mi sembra strano e contorto, mah...). Almeno quando qualcuno mi prende a male parole so a cosa si riferisce, presumibilmente a miei predecessori visto che ripeto son 8/9 anni che vengo a funghi da quelle parti (confine tosco-romagnolo come già detto), concedimi almeno il fatto che "La Loia" (come si dice da noi) rimanga sul confine (di tre province addirittura, pensa te). Per il resto, su balzelli e burocrazia sfondi una porta aperta, per me è assurdo che si debba pagare per qualcosa che nasce in natura. Che sia in Toscana, Marche, Romagna o sulla Luna. Ma quello non credo dipenda dall'essere romagnoli o toscani, dipende da ben altre cose (€€€€).
Visto che hai casa a Castagno, fammi sapere quando sei in zona, ti offro una cena e parliamo di funghi e se vuoi anche di fungaie (solo le mie, conquistate con fatica e studio su cartina dei vari crinali, non mi interessa sapere quelle degli altri, mi toglie ogni gusto).
Sarebbe un bel modo per risolvere i problemi di vicinato, se poi può venire anche il buon Alberto PdM è il benvenuto.
E visto che ci sono invito anche il padrone di casa, da cui a mio avviso abbiamo un po' tutti da imparare (soprattutto in termini di pazienza, con questi discorsi).
Buona serata.
Ale

Angiolo ha detto...

Bene!

Adesso abbiamo avuto anche l'invito a cena e quindi siamo tutti più paciosi.
O il fuoco cova ancora sotto?
Bei tempi, quando andavi a cercare funghi dove ti pareva (parlo di sessant'anni fa) senza che qualcuno pensasse di infilarti il bastone tra.....le gambe.
Ma ormai è così.
Dovunque vai c'è un regolamento ad hoc su cui informarsi (per giunta quasi sempre pagando) prima di poter accedere al bosco.
Così ci vai alle 10, dopo che è passata la cavalleria (locale).
Questo è il mondo come funziona ora.
Un sacco di discorsi e pretesti per ritornare al "particulare" del buon Guicciardini.
E il bello è che, dopo averti guastato la giornata, avrebbero anche la pretesa di sentirsi offesi e quindi di ricevere delle scuse.
L'unica cosa è mantenere la calma e lasciare che a guastarsi il fegato e la salute siano loro.
Io non me ne curo.
Passata è la tempesta, odo augelli...

e....un cordiale buona notte a tutti!

massimo ha detto...

Ciao Angiolo, soprattutto per un saluto a te ed ai fungaioli del blog, visto il grande silenzio che ci circonda dopo le turbolenze di fine stagione, mercoledì sono tornato agli abeti, dopo una ventina di giorni e visto che non pioveva ho deciso di andare a camminare su per la montagna, gira e rigira ho trovato quattro porcini, un pò scarsi di qualità, invecchiati anche se non grossi di dimensioni però.....circa cinque ore all'aria bona, ricca camminata e in più i funghi.
A presto salutoni a tutti voi
massimo

Emanuele ha detto...

Ciao Angiolo
Anch'io ho fatto un uscita oggi sono andato a vedere un posto in particolare dove avevo trovato secondo me dei portentosi l hanno passato. E forse c erano anche questo anno ma due erano grossi e avevamo subito l acqua e un terzo più giovane era un Po slavato dalla acqua e il giallo sul gambo era tenue quindi ho lasciato perdere. Ho visto e regalato poi molti bei leccino lepidum
C era anche molte nebularis in particolare ne ho vista una fila lunghissima a zig zag almeno trenta metri era uno spettacolo ma li ho lasciati tutta colpa di questo libri che continuano a considerarla pericolosa te che ne pensi
Poi ho raccolto molte Lepista nuda e qualche trombetta. Quindi stasera con la Lucia ci siamo mangiati una deliziosa polenta ai funghi
Un ssluto




Angiolo ha detto...

Buona sera Emanuele!

Cosa penso io dei Grumati?
Mi sembra di averlo scritto ad abundantiam.
Per me sono commestibili, se ben cotti o essicati.
Come sembrano pensarla più o meno tutti gli abitanti del Valdarno aretino e del Casentino.
Se poi uno non si fida, non li mangia ed è tutto a posto.
Repetita non iuvant (oltre un certo numero di volte).

Un cordiale saluto.

Emanuele ha detto...

Ciao Angiolo
Oggi dovendo andare a rocca con Lucia prima di arrivare abbiamo fatto una passeggiata nel bosco. Quanti leccino che abbiamo visto veramente tanti. Qualche giallarello e lardaiolo ma sopratutto ho trovato due geotropa in un nuovo posto😃
Un saluto

Anonimo ha detto...

Mario da Roma scrive...
Ciao Angiolo,
confermo quanto detto da Emanuele. Il bosco di macchia ha una fioritura di Leccinum Lepidum senza precedenti, almeno per me. Non ne avevo mai visti così tanti tutti assieme. E devo dire che è una bellezza osservarli. Negli anni precedenti ogni tanto si aveva il piacere di incontrarli. Ma mai così diffusi come quest’anno. Chissà qual’è il motivo misterioso che fa nascere solo queste boletaceae. Non è dato saperlo.
Non li ho mai assaggiati. Ma vedo parecchie persone che vanno solo a quelli.
Sono così prelibati al gusto? Mi piacerebbe una volta provare.
Un saluto. Mario

Angiolo ha detto...

Ciao Mario!

Ai tempi d'oro di questa stagione i Leccini fiorivano in quantità impressionanti.
Era anche il momento clou della Geotropa.
Bellissimi a vedersi e talvolta ti facevano venire il tuffo al cuore, quando avevano il cappello pressoché nero.
Perché si trovava anche qualche Aereus e speravi sempre che fosse quello e non l'altro.
Commestibilità?
Scadente veramente.
Meglio quelli giovani che hanno quasi per niente o nullo il retrogusto di acido fenico.
Anche qua sono sempre stati molto ricercati ma ultimamente se ne vedono pochi o punti.
Forse perché io non frequento più gli ambienti di leccio (e quindi sarebbe solo una mia impressione) dal momento che la Clitocybe geotropa, un tempo tanto abbondante da passare per infestante, è completamente sparita (mi vien quasi da piangere).

Un cordiale saluto.

Anonimo ha detto...

Mario da Roma scrive...
Ciao Angiolo, ok. grazie. Mi accontento di osservarli.
Viene quasi da piangere anche a me. Non ho la tua esperienza ma da 40 anni frequento i boschi e devo dire che annate come queste non me le ricordo. Saranno proprio queste assenze funginee ad avvertire che qualcosa è cambiato in modo drastico e forse irreparabile? Non voglio essere drammatico. Ma una riflessione credo vada fatta e sarebbe interessante sentire il parere di altri che il bosco lo frequentano da tempo.
Non mi riferisco solo agli amati boleti ma a tante specie completamente scomparse.
Chi frequenta i boschi con assiduità qualcosa trova sempre. Ma è innegabile che anche le buttate sono ridotte.
Buttate di uno o due giorni e poi stop.
Tu sai come la penso sulla diffusione delle informazioni. Ma non credo assolutamente che la causa di questo decadimento micologico sia dovuto alle alte frequentazioni.
L’altro giorno ero in un bosco di macchia della costa toscana. Parlando con un gentile signore sull’andamento della raccolta dell’anno, costui dava la colpa della mancanza di funghi alla quantità di gente che frequentava il bosco (come spesso sento dire). Peccato che le nostre erano le uniche due auto per una copertura boschiva di qualche centinaio di chilometri quadrati (o forse più).
Non c’era nessuno. e ovviamente neanche i funghi (se si escludono i leccinum di cui prima).
Da bambino andavamo da mia zia e nonna in montagna, dove nasce il Po. Stavamo io e i miei fratelli per tre mesi in vacanza.
Da Luglio a settembre i funghi si trovavano sempre, tutti i giorni. Cestinate di Galletti, porcini, Leccinum aurantiacum, Leccinum scabrum ecc.
A volte di più, altre di meno. Ma sempre. E la gente che frequentava i boschi intorno alla borgata (composta da più famiglie anche loro in vacanza) era parecchia. Al mattino presto partivano i cosiddetti "professionisti". In tarda mattinata alcune donne tra cui mia zia. Nel pomeriggio noi ragazzi e bambini andavamo con mia nonna (che tra l’altro, di tanto in tanto, ammazzava qualche vipera. All’epoca si faceva così).
Nei cinque anni di vacanza estive (che ovviamente ricordo con felice malinconia) che feci con i miei fratelli in quella borgata non ricordo che bisognasse aspettare la pioggia. Sapere quanta ne era caduta. Se faceva un po più freddo o un po' più caldo.
I funghi c’erano e basta. E quelli considerati cattivi si prendevano a bastonate. Ed erano tantissimi. Solo dopo anni mi appassionai nella catalogazione, e nel rispetto di tutte le specie e di tutti gli esseri viventi del bosco, serpi comprese.
A una decina di chilometri dalla borgata era nata una industria conserviera che poi divenne famosa in tutta Italia, la Galfrè (che forse per chi ha più di 50 anni se la ricorda). La specialità erano i funghi sott’olio. e I funghi arrivavano solo da quelle vallate.
Sono stato qualche anno fa a visitare quei boschi. Appunto.... mi veniva quasi da piangere. Il nulla, vipere comprese.
Vedremo.... siamo forse di fronte a qualcosa di epocale? difficile da dire. certo il cambiamento è sotto gli occhi di tutti!
Un caro saluto.

Mario

Angiolo ha detto...

Ciao Mario!

A chi lo dici.
Quand'ero adolescente i miei prendevano a settembre-ottobre una casa in affitto a Pavana, il paese di Guccini (siamo stati ragazzi insieme qualche estate).
Allora di funghi non sapevo niente, tranne quel poco che aveva fatto a tempo ad insegnarmi mio padre che purtroppo ci lasciò troppo presto.
Però, nel mio velleitarismo entravo nel bosco di castagno, così alla cieca, e uscivo sempre con cinque o sei Ceppatelli (così chiamano lassù i Porcini e in particolare gli Estatini), in qualsiasi momento e con qualsiasi tempo.
Ricordo poi che con mio cognato si transitava in macchina per le lunghissime strade bianche (ora sono tutte asfaltate) attorno al Lago di Suviana ed era tutto un gridare: ferma, ferma!
E perché?
Perché sul balzo c'era appollaiato un bell'Aestivalis, cogliendo il quale quasi sempre ne vedevi altri due o tre.
Tutto un altro mondo.
Poi è venuta la "conoscenza", nel senso che tutti fanno tutto, vanno dappertutto perché ormai le strade come detto sono tutte belle lisce e poi ci sono i suv, e di libri e blog e forum sui funghi c'è l'inflazione.
E non si trova quasi più nulla, salvo fare le guerre di posizione e correre come lepri ad ore antelucane perché se no i funghi te li portano via.
Discorso questo, lo dico subito, che non vale per la Geotropa che è proprio sparita.
E poi dove andavo io, sopra Pontassieve, nessuna la cercava allora, figuriamoci ora che non appare più.
Ma probabilmente tutto il preambolo di cui sopra non mette a fuoco il problema.
E cioè che i funghi tendono a non fare più in maniera regolare come accadeva prima.
Forse perché il tempo (meteo intendo) non è più come dovrebbe essere e sta andando tutto a carte quarantotto.
Perché poi, come ho scritto altre volte, quelle poche volte che ora i funghi (e qui mi riferisco ai Porcini, ma penso che valga per tutti i miceti) quando vogliono nascere non conoscono.
Tipo gli Aestivalis nel 1987 (30 anni fa!) all'Abetone, che facevano anche sull'asfalto, ci voleva il carretto.
Poi, appunto abbiamo le guerre di posizione ma forse andrebbe detto meglio di religione.
Per cui, state alla larga da dove vado io e non lo dite a nessuno.
Anatema!
Mentre invece a me ormai non me ne importa proprio un tubo e quello che ho da dire, lo dico.
Anche per lasciare qualcosa (poco) a quelli che verranno.
Il mio tempo ormai l'ho fatto.

Un cordiale saluto, mentre arriva il freddo (ma forse poco, come appunto si diceva).

Luca Bacciardi ha detto...

Come al solito leggendo mi torna la voglia di scrivere..
Bel discorso: "a me non importa più un tubo quindi lo dico" è forse questa la verità Angiolo?
Io ti rispetto e quindi non ci credo, non ci voglio credere..
Io non ho figli quindi non voto, inquino, non rispetto le regole..tanto quando muoio chi se ne frega.
No, mi rifiuto, tieni un blog sulla passione che ami e dici che non te ne frega niente tanto per te sta finendo il gioco... Dai, magari ho capito male io, riscrivile quelle righe.
Ok Mario, le ultime tre stagioni sono state in linea di massima difficili, tre indizi fanno una prova quindi sarà oramai ineluttabile, i funghi non nascono più come prima.
E in un certo senso lo credo anche io, dove vado io poi è passato l inferno e di alberi in piedi ce ne sono sempre meno..Però vorrei che tu e Angiolo ipotizzaste per un attimo di poter recintare un pezzo di bosco, il migliore che conoscete.
Facciamolo per una settimana, anzi. Immaginiamo di averlo fatto negli ultimi tre anni, dal 10 al 17 ottobre.
Quanti funghi avremmo trovato il 18 mattina? Ma onestamente..
Questo è il mio pensiero.
Luca.

Emanuele ha detto...

Ciao Angiolo stasera provo la geotropa sopra il ragù di carne come mi hanno consigliato... poi era poca e la scelta obbligata
I leccino li ho regalati secondo me danno più soddisfazione a coglierla che mangiarli anche se quelli piccoli non sono male soprattutto sott olio.
Ma lo sai che ieri un conoscente di rocca ha postato su Facebook una geotropa di 40 cm di diametro dice lui cmq era grossa e pesava oltre un kilo. Sarà stata la maxima bho cmq il colore era uguale a quelle due che ho trovato io
Un saluto

Angiolo ha detto...

Certo Luca!

Lo faccio subito.
Per la verità pensavo che non ci fosse bisogno di tornarci sopra, però visto che vuoi che chiarisca, lo faccio.
Ma scommetto che Mario nell’Urbe ha capito quello che volevo dire.
Che poi è esattamente quello che hai detto tu, ma non con le implicazioni che tu ci vedi.
Io sono ormai arrivato ad un punto in cui presto dovrò rallentare fortemente la mia attività sul terreno per cui quello che so è bene, anzi devo, trasmetterlo a qualcuno perché poi qualcuno lo possa trasmettere ad altri.
Come accade in tutte le cose umane (o quasi).
E questo era proprio una delle ragioni che mi avevano indotto a dare vita a questo Blog.
In cuor mio speravo di trovare qualcuno (possibilmente giovane ma non era una discriminante) che fosse disposto a seguirmi sul campo ed a cui insegnare e mostrare tutto quello che so.
Che poi, intendiamoci non è poco, ma non è neanche qualcosa di straordinario.
Sicuramente c’è moltissima gente che ha conoscenze superiori alle mie.
Però era dare uno scopo a quasi sessant’anni di “carriera”, che qualcuno si godesse le “mie” fungaie, responsabilmente, come ho sempre fatto io.
Invece le poche persone che si sono fatte avanti, sono sparite come neve al sole appena hanno pensato di aver appreso abbastanza di quello che conosco sul piano pratico.
Che poi invece era pochissimo perché non sono uno sprovveduto e dapprincipio ci sono andato piano, proprio perché volevo vedere come andava a finire.
Altre invece tranne che qualche discorso generico poi non si sono fatte avanti.
Forse sapevano già tutto quello che serviva o comunque non avevano interesse a stabilire rapporti.
E anche per questo stallo (ma non solo) ero arrivato ad ipotizzare la chiusura del Blog che invece almeno per il momento porterò avanti anche se ormai è chiaro che ha fallito il suo scopo.
Mi porterò quindi le “mie” fungaie nella tomba e mi limiterò a dare informazioni online certo che in ogni caso, e qui si torna al nostro modo difforme di pensarla tu ed io, non possono fare gran danno.
Perché sfido chiunque anche con le notizie più esatte e dettagliate possibile (non uso il Gps) a trovare una qualsiasi fungaia di qualunque fungo in qualsiasi posto, anche a Vallombrosa; così, senza esserci stato portato sopra.
Al di là di tutti i discorsi che facciamo.
Detto questo, d’accordo con te su quanti funghi troveremmo il 18 ottobre.
Ma questo implica che nessuno vada a razzolare nei giorni precedenti.
Ci andiamo tutti il 18, e non il 17 quelli con il fiocchino e tutti gli altri il giorno dopo.
Altrimenti sarebbe troppo facile.
E comunque non so se servirebbe a far nascere più funghi.
Probabilmente si limiterebbe a differirne la raccolta e a farli crescere.
Magari in seguito forse ne nascerebbero anche di più, ma “in compenso” andremmo nel bosco soltanto un giorno alla settimana, o due.

Un cordiale saluto.

Antonio Daprato ha detto...

Salve, avevo deciso di non scrivere più sul blog perchè a mio avviso, le risposte di Angiolo ai miei post sono state sempre un po' poco simpatiche (l'ultima quando si parlava dei lupi). Ed avendo io ormai 55 anni e poca voglia di dire fesserie mi sono un po' risentito. Sono di quelli che pensano che scambiarsi informazioni non sia un attentato alla salubrità delle fungaie e vi spiego perchè. Quando fanno in Maremma io vado in un posto da oltre 30 anni in cui per prendere i funghi non puoi camminare ma devi stare in ginocchio ed in ginocchio ti muovi. Personalmente non ci ho mai trovato praticamente nessuno. Per rendere l'idea ti facevi 10 Kg in un'ora o poco più. Eppure anche lì da tre anni faccio viaggi a vuoto. Quest'anno c'erano funghi di tutte le razze tranne porcini ed ovoli. Eppure non credo che sia un posto molto pesticciato se non dai cinghiali e qualche altro animale. Ne deduco pertanto che se cambiamento c'è stato (almeno lì) sia piuttosto da addebitare al clima o a qualcos'altro e non alla troppa frequentazione, che magari qualche danno pure lo fa, ma non credo fino al punto di rendere sterili fungaie che per anni hanno fanno bene il loro dovere.
Un cordiale saluto e scusate.

Angiolo ha detto...

Buona sera, Antonio da Prato!

Mi spiace che tu abbia avuto da recriminare sul mio intervento con cui rispondevo non solo a te ma a diversi altri Amici sul tema lupi.
Per la verità non ricordavo neanche bene l'andamento della discussione.
Per cui mi sono preso la briga di andare a rileggermi tutti i Commenti degli ultimi mesi finché ho trovato i tuoi del 7-8-9/9/2016 e il mio del 9/9.
E per la verità non ci ho trovato niente di offensivo, anche perché mi sembra che il tono fosse più o meno quello che avevi usato tu nell'interloquire.
Ripeto che mi dispiace che tu te la sia presa, a 55 anni(io ne ho compiuti 76 dodici giorni fa), ma mi permetto di farti presente che qui siamo in Toscana (mi pare anche Prato) per cui siamo tutti molto polemici, da secoli, e che comunque un Blog di fungaioli non è un club privée per giovinette debuttanti.
Quindi mi sembra che, portando avanti un normalissimo scambio di opinioni, anche se un po' polemico, non ci fosse da prendersela poi troppo.

Quindi, sursum cordam!, e cerchiamo di stare tutti un po' più distesi (non mi stancherò mai di ripeterlo, o forse un po' sì).

Un cordiale saluto a te e a tutti quanti.

Luca Bacciardi ha detto...

Le fungaie spariscono, si spostano, si esauriscono.
Chiaro che se succede questo per un motivo naturale amen.
I mio esempio era per una parte di bosco in attività, chiudilo alla gente per tre giorni nel periodo giusto e vedrai che trovi gli stessi funghi che si trovavano venti anni fa.
Ma fate un semplice conto, non voglio parlare di 30 anni fa, ma di 15/20.
Se mettiamo un contatore di auto sarà facile capire che se prima erano 30 auto adesso sono 300 e sto basso.
Ogni auto una media di due persone, e sto nuovamente basso, ogni persona cinque funghi e adesdo sto troppo basso.. SONO TREMILA PEZZI!!!!
Luca.

Russula75 ha detto...

Finalmente mi sono iscritto a un corso micologico cosí non ti tedio piú con le mie domande!😂😂😂

Anonimo ha detto...

Mario dall’Urbe scrive… Ciao Angiolo e ciao Luca, e a tutti….
prima di tutto sono contento Luca che tu continui a scrivere. Scrivere ritengo sia, comunque e sempre, un atto di generosità. Verso noi stessi e verso gli altri.
Come generosità è ospitare una discussione e di questo ne va dato atto a colui che gestisce questo luogo.
E credo anche che le intenzioni di Angiolo fossero non tanto quelle del “chi se ne frega” riferito al futuro di chi verrà, ma che le discussioni hanno preso spesso un indirizzo di partigianeria inutile.
Poi questo è stato spiegato ampiamente e chiaramente da lui stesso per cui non mi dilungo oltre.
Come sai, in materia di informazioni sul web, la penso esattamente come te. E ho avuto modo di manifestarlo a più riprese.
Qualche tempo fa volevo andare a vedere questi meravigliosi boschi di Pratomagno, visto che ne sento parlare spesso. A titolo esplorativo diciamo,… una gita.
Poi un mio amico mi ha mostrato un video (ecco il link, se poi Angiolo vuole ometterlo, visto che si tratta di un rimando esterno, libero di farlo): https://www.facebook.com/gamannossi.lorenzo/videos/g.42532610167/10201608789654552/?type=2&theater
e ho pensato… di non andarci più!
Ho provato ad indagare quante pagine sui “social” ci fossero dedicate a cercatori di funghi solo in Toscana e li si è aperto un mondo.
Lo detto e lo ripeto. Il problema delle informazioni sarà il tema del futuro prima di qualsiasi altro discorso sull’egoismo della gente del luogo e di chi vuole tenersi le fungaie tutte per se.
Poi esiste anche questo tema, e su questo la penso spesso come il padrone di casa. Regole uguali per tutti.
Sull’altro argomento, Luca hai ragione: se preservi una zona nella sua massima esplosione, è probabile che poi trovi qualcosa.
Probabile, anzi, forse certo… nei tuoi luoghi. In altri, che ho girato quest’anno, in quelle date, si trovava un fico secco.
Poi ripeto con l’esperienza, la tenacia e soprattutto il tempo, qualcosa si trova sempre.
Sull’Amiata ci sono ancora intere zone recintate (di parecchi ettari) che servivano come zone di raccolta.
Non 3000 pezzi. Si andava a quintali!
Così come a Rossana in Piemonte. Dove, se entravi oltre il filo spinato ti sparavano. Buona parte dei funghi che arrivavano sui mercati di Milano negli anni 70 proveniva da li.
La Val Po alimentava la filiera conserviera di aziende come la Galfrè e la Saclà. Ora in queste aree puoi entrare, sono state tutte abbandonate.
Mio padre aveva un amico di Berceto, nel parmense. Parlava della sua zona come la migliore d’Italia. Ci andammo in vacanza un anno. Mi pare fosse il 79. Nei boschi era pieno di persone. E andavano a funghi tutti i giorni. Ad agosto. Potrei andare avanti per ore descrivendo luoghi e le relative testimonianze.
Il cambiamento è in atto da almeno una quindicina d’anni e si è fatto esponenziale negli ultimi tre.
I funghi vengono per “vampate”. Manca la continuità. Può capitare che a Tirli butti, 3 anni fa, una caterva di funghi. In soli 15 giorni. Migliaia di macchine, ressa e informazioni sul web che aumentano la confusione. Poi il nulla per tre anni o quasi. Qualcuno ha mai parlato con gente di Tirli? Se lo fate, con qualche anziano, vi spiegherà come venivano i funghi venti anni prima. Provate ad andare al famoso “Ceppo” sulla Laga, in Abruzzo e chiedete agli abitanti di rocca Santa Maria quando iniziavano a trovare i funghi e quando finivano.
Poi mancano un mucchio di specie all’appello, e non mi riferisco ai nostri benamati. Vi ricordate i “prati Russole Emetiche (colombine rosse)?
Oggi ne trovi una, due… le fotografi come fossero reperti!
Certo, queste “vampate” associate alle informazioni veloci sono un mix esplosivo. La gente ragiona: mi sono perso quella buttata, mi sono perso tutto… chissà per quanto tempo…!
E tutto si concentra in pochi giorni. Molte informazioni, molta aspettativa, molte foto sul web, molte macchine. Poi il nulla per mesi o quasi….
La verità scomoda a cui non voglio credere e che i funghi che non vengono più come prima.
E spero francamente di sbagliarmi!
Un caro saluto a tutti
Mario

Angiolo ha detto...

Benvenuto Mario!

Subito un chiarimento.
Anch'io condivido il ragionamento che Luca ed altri stanno facendo.
Ma solo nella prima parte, cioè nell'antefatto.
Troppa gente nei boschi.
Ma purtroppo siamo nell'era della globalizzazione e quindi penso ci sia poco da fare, se non si regola la materia in maniera seria invece che con i soliti provvedimenti di parte.
Perché quello che non digerisco è quanto discende da tale antefatto.
E cioè: adesso decidiamo chi è che va a cercare i funghi, perché è li che si va a finire.
E credo che l'impostazione tranchante (si dice così?) di questi interventi implichi già in sé la risposta.
Che per me non va bene, per niente!!!
Come dicevi tu, regole uguali per tutti.
Piuttosto, secondo me, l’accesso ai boschi per la raccolta dei funghi dovrebbe essere collegato alla conoscenza delle varie specie, almeno di quelle più comuni, commestibili e tossiche, che è possibile incontrare tutti gli anni.
Anche se vai a raccogliere solo Porcini o Pennenciole, devi conoscere la Falloide e pure il Paxillus involutus.
Altrimenti i funghi non li prendi, visto l’alto costo sociale che hanno poi le cure per il trattamento degli avvelenamenti.
Corso d’istruzione, serio, presso un Gruppo Micologico o la Usl, ed esame finale
Dopodiché rilascio della tessera e vai a cercare funghi senza tante rotture di scatole, qui sì, lì no, paga qui, sborsa là, attento al lupo e alla pantera, etc. etc.
Proponiamolo e vediamo cosa viene fuori.
Quanto al fatto che, se preservi, possano nascere più funghi, può darsi.
Però, come dicevo, io li ho visti nascere a tappeto, quando gli pare, pur con la gente a grappoli (senza maiuscola, non si tratta di una località).
Si tratterà forse di "frequenza".
Ma per ora mi pare che basti.

Un cordiale saluto.



Anonimo ha detto...

Mario dall’Urbe...
Ciao Angiolo,
scusate il link che mi ha sconvolto è questo di Pratomagno: https://www.facebook.com/gamannossi.lorenzo/videos/10201608789654552/

Concordo con te, su quello che dici e anche sulla proposta della tessera.
Credo che andremo, con il tempo, in quella direzione. Anche se sarà un lungo processo culturale e amministrativo.

Anche io li ho visti nascere con la gente a grappoli (sempre senza la maiuscola).
Il senso del mio intervento precedente era proprio questo. Un cambiamento è in atto.
E mi sembra anche di portata epocale.
Come ho detto spero che non sia così.

un caro saluto a te e a tutti
dall’urbe (questa si che non cambia mai, visto che ho bucato due volte in 4 giorni, considerando i "crateri" che permangono oramai da ben 3 amministrazioni nella stessa strada e nello stesso luogo!)

Giovanni Bacchelli ha detto...

Angiolo
sarei ben contento di raccogliere la tua eredità
quindi quando e se vuoi sono pronto per qualche bella passeggiata

Antonio Daprato ha detto...

Buona sera Angiolo.
Solo per dirti che non mi sono mai sentito offeso dalle tue risposte. Solo un po' risentito, ma mai offeso. Per quanto uno possa o non condividere le opinioni degli altri devo riconoscere che sei sempre squisitamente educato nelle tue risposte.
Comunque sono d'accordo anche io con Mario, con Luca e con te. E' vero che appena nasce un fungo c'è già una mano pronta a strapparlo da terra, è vero che se fossimo in meno probabilmente qualche fungo in più lo troveremmo, però quello che mi appare strano sono queste folate improvvise a macchia di leopardo che durano 2 giorni e se perdi quei giorni sei fottuto. Credo che forse sia anche questo cambiamento nelle nascite che induca le persone a muoversi di più e dappertutto. Appena si sente che hanno trovato un fungo all'Abetone la mattina dopo alle 4 c'è la fila delle macchine da Pistoia. Se ci fosse invece la consapevolezza, come qualche anno fa, che all'Abetone hanno iniziato adesso e quindi ho almeno 10 giorni per andarci, e che comunque se non all'Abetone li potrei trovare nei posti abituali, magari me la risparmio la corsa al fungo e magari eviteremmo che si precipitino in 30.000 all'Abetone in una mattinata. Non so più cosa pensare, davvero, ormai i viaggi a vuoto sovrastano di gran lunga quelli fruttuosi, che poi oggi un viaggio fruttuoso sono 20 funghi, quando va proprio alla grande. Qualcosa di sicuro sta accadendo.
Un saluto cordiale

Mario Rossi ha detto...

Lasciate perdere i corsi ed i permessi, tanto ci sarà gente che raccatta di tutto lo stesso. Angiolo, pensa te che io ho un figlio bravissimo ma che di funghi, bosco, natura in genere e calcio non vuol saperne nulla. Lavora all'estero e mi chiede se li ho trovati e se ha vinto la Fiorentina, solo per farmi piacere.
Io da buon lupo viaggio da solo ma quando sto nel bosco, mi sento piu' in compagnia che alla stazione di Santa Maria Novella.
Ti allego un immagine scattata a Pian di Melosa Domenica. Ercole
http://oi68.tinypic.com/50l3dc.jpg

Angiolo ha detto...

Ciao Ercole!

Forse non mi sono fatto capire.
A me non frega niente di permessi e corsi.
Però tutto questo casino sulla gente che va nel bosco a pesticciare comincia ad annoiarmi.
Io vado a cercare nei miei posti e, se i funghi nascono, li trovo comunque.
Che non ci sia nessuno o una serqua di pesticciatori.
Certo danno fastidio con tutto quel girellarti tra i piedi e chiamarsi da un poggio all'altro.
Ma d'altronde ognuno ha diritto di prendersi un po' di svago e non è detto che quello che sentiamo noi debba fare testo.
Soprattutto se siamo nella foresta demaniale, che appunto è di tutti.
Poi il rispetto dell'ambiente è demandato alla sensibilità dei singoli e comunque a chi deve imporlo, se necessario.
Ciò detto, ti ringrazio per il bellissimo panorama con nebbia.

Un cordiale buona notte.

Mario ha detto...

Salve Angiolo. Ciao a tutti i fungaioli.
Il bel panorama con nebbia è diventato my desktop background e lo sarà almeno per un pò. Sono d'accordo con quanto affermate in merito alle buttate nell'ultimo decennio (o giù di lì) che durano, generalmente, molto poco. E credo che resteranno una triste costante per molti anni a venire. Probabilmente non si tratta di un cambiamento definitivo, ovvero che resterà tale da qui alla fine della vita sulla Terra, ma temo che questa parentesi temporale, (comunque infinitesimale, se paragonata alla vita di questo pianeta), sarà sufficientemente lunga da far sì che, almeno noi, che siamo qua a leggere e a scrivere, non rivedremo più i tempi d'oro delle buttate "abbondanti ed infinite" di qualche anno fa, salvo qualche annata particolare, straordinaria, che rappresenterà, comunque, un'eccezione appunto e non più la regola.
L'idea di concedere un permesso per la raccolta dei funghi solo a chi superi un corso di micologia, serio, con esame finale (dove non basti, quindi, solo la presenza) è più che sensata. E per quanto riguarda il tributo da pagare, se proprio deve essere, che almeno dia diritto ad una licenza nazionale e conceda a tutti di andare dove vogliono, anche per evitare che chi si muove nel bosco lungo un confine tra due regioni, debba farlo col timore di essere andato "troppo in là", visto e considerato che anche la cartellonistica spesso non aiuta più di tanto. Non sarei nemmeno contrario all'idea di vietare la raccolta dei funghi (a tutti ovviamente) per qualche giorno della settimana. Dare una chance a qualche fungo in più, di poter concludere il suo ciclo vitale, maturando e sporando, potrebbe solo fare bene alle fungaie di oggi(che non sono più quelle di ieri), sottoposte, a volte, a pressioni inverosimili. Ma poi, ci vorrebbe l'esercito per controllare il rispetto della norma e quindi... non se ne esce.
Paragrafo Nebularis: anche se nessuno me lo ha chiesto, vorrei ricordare ad Emanuele che, oltre ad avere tossine non termolabili, ed essere etichettato ormai da tutti i libri usciti negli ultimi dieci anni, nonchè da qualunque sito online, come fungo tossico\sconsigliato\non commestibile, questo micete è spesso parassitato da Volvariella surrecta, dal micelio tossico. Aggiungiamo anche la possibilità, non remota, di confonderla, specialmente da giovane, con Entoloma Lividum\Sinuatum, fungo molto pericoloso ( "perfido" secondo i francesi). Insomma: ma con tutti i funghi commestibili (se non altro, per quanto ad oggi è dato sapere) che ci sono nel bosco...chi te lo fa fare!? Se poi, la sua raccolta deve rappresentare un "rito irrinunciabile" (ma perchè?), limitati quantomeno a qualche giovane esemplare.
E concludo dicendo che mi dispiace, Angiolo, leggere che consideri fallita una delle missioni che ti eri prefisso con questo blog, ovvero trovare un "tuo erede". E comunque, mai dire mai, perchè, come dice il saggio, finchè c'è vita c'è speranza
Mario (Prato)

Emanuele ha detto...

Ciao Angiolo domani anche se fa freddino una girata me la faccio cmq, vorrei tornare dove ho trovato la geotropa è anche in altri posto a raccogliere i finferlj se ci saranno.
Mario premesso che hai ragione il rito irrinunciabile di raccoglierlo qualcuno giovane è forte -:) cmq anche se ne vedo molti ne raccolgo pochissimi e ancora meno li assaggio. Questo anno ne ho fatto un vasetto piccolo sott olio e basta e ne ho regalati un pochini giovani ad un anziana vicina di casa di rocca che li ha sempre mangiati e me li chiede insistentemente. E curioso infatti che tante persone anche di esperienza li continuano a mangiare e la hanno sempre mangiati tranquillamente. Che siano un Po come le sigarette🤔
Bho.?... cmq ho parlato anche con un fungaio che li aveva sempre mangiati e una volta gli fecero male e andarono all ospedale sarà stata la volvariella🤔 saranno stati cotti male ..?..... cmq da allora non li hanno più mangiati
Un saluto

Anonimo ha detto...

Ciao. Vi allego i link delle info di alcune regioni "Virtuose" che rilsciano il tesserino previo corso micologico: <>
http://www.fungocenter.it/normative/basilicata/Modifiche%20ed%20integrazioni%20alla%20Legge%20regionale%20n.48%20del%2014-12-1998%20-%20LEGGE%20REGIONALE%20N.%2043%20DEL%2026-11-2001.pdf
INCREDIBILE ma VERO <>
http://www.agricoltura.regione.campania.it/pubblicazioni/raccolta_funghi.html
Quando avete finito di leggere tutto fatemi un fischio...
Io prima di scrivere "lasciate perdere" so anche il finale, ovvero cosa succede davvero, almeno in Campania perchè me lo ha raccontato un collega. Immaginate un po'!! La ricetta per togliere gente dal bosco non e' sicuramente questa. Fidatevi o leggete Saviano. Bye bye Ercole

Angiolo ha detto...

Hello Ercole!

Lo so benissimo quello che mi dici.
Non sono io che ho la pretesa di togliere la gente dal bosco.
Che mi dà noia sì perché come te io quando sono nel bosco mi basto ed avamzo.
E invece quelli a gorgheggiare e chiamarsi da un costone all'altro o a passeggiarmi tra i piedi.
Ma, a parte il disturbo, i funghi se ci sono li prendo lo stesso e mi fanno poco danno, praticamente nullo.
Se invece vogliamo cambiare qualcosa, dobbiamo esperire delle strade ragionevoli, con la consapevolezza che, siamo in Italia, i furbi la faranno sempre da padroni.
Ma dobbiamo provare comunque perché prima o poi qualcosa dovrà muoversi anche qui, nel Bel Paese.
Hai presenti i viali di circonvallazione a Firenze o anche di una qualsiasi cittadina del Valdarno?
Ci sono i cartelli con il divieto di superare i 50 e tutti vanno allegramente, se ce n'è la possibilità, a 80 e più.
E poi, sorpassi contromano, conversazione in mezzo alla strada, svolta senza freccia, 10 all'ora con strada liberissima, 7 ciclisti affiancati, parcheggio in doppia o tripla fila, e via dicendo.
E allora che facciamo?
Scateniamo Mad Max The Interceptor, oppure lanciamo tra gli abeti lo Smilodon fatalis?
C'est la vie, mon cher.

Un cordiale buona notte a tutti quanti.

Angiolo ha detto...

Ciao Emanuele!

La Nebularis è come la si vuole.
Io l'ho sempre mangiata (sott'olio ed essicata per farci i sughi, ma anche in zuppa con le verdure, alla giapponese) e non mi ha mai dato noia.
Quando stavo a Firene ne portavo tanta a degli amici che la consumavano a vagoni e mai ho sentito di qualche disturbo.
Invece una delle prima volte che la prendevamo, quarant'anni fa, il mio "omo" ne fece una bella mangiata cucinandola alla brace.
Anzi, la fece fare alla moglie perché lui sentì qualcosa che non gli tornava e si astenne.
Così la poveretta subì la lavanda gastrica e, dopo di allora, non ha più potuto neanche sentirne l'odore.
Ma perché l'aveva fatta cuocere pochissimo (alla brace) e le tossine termolabili del fungo non avevano avuto il tempo di demolirsi.
Comunque ha ragione Mario pratensis e forse è meglio lasciarla perdere, soprattutto se se ne ha timore.
Però confermo che in Casentino fin dalla notte dei tempi alla Nebularis danno una caccia spietata.
E anche qui nel Valdarno aretino sono in molti a cercarla.

Un cordiale saluto.

Mario ha detto...

Ciao Emanuele. Difficile dirlo. Puo' essere stata in effetti la Volvariella, vallo a sapere. Credo sia improbabile che codesto fungaiolo di cui parli, possa avere scambiato la Nebularis per qualcos'altro, avendoli sempre raccolti. Comunque leggo che nonostante la forte tentazione riesci a limitarti:bravo. (-;
Al paragone delle sigarette ammetto di averci pensato anch'io qualche volta...chissà.
Personalmente, con la Nebularis, ho risolto in un modo molto semplice. Le evito senza alcun rimpianto. E vorrei anche vedere: se le metto a bollire, l'odore mi fa venire mal di testa. Se invece le essicco, poi il sapore non mi piace affatto.
Ti pongo una domanda: quando parli di "finferli" intendi il C.Cibarius o il C.Lutescens?
Di questi ultimi ne ho raccolti un paio di kg proprio ieri. Lo trovo un funghetto fantastico! E ne mangerei molti di più se non fosse che, secondo alcuni, presenterebbero un allarme radioattività. ( un articolo interessante http://ricerca.gelocal.it/corrierealpi/archivio/corrierealpi/2004/07/14/BL1PO_BL101.html )
Di conseguenza preferisco regalarne un buon 80%. Su questo io e te siamo uguali: meglio avvelenare il vicino di casa , piuttosto che noi stessi , o no? (-:
Mario(da Prato)

Angiolo ha detto...

Buongiorno Mario!

E chi l'ha detto che un fungaiolo non può scambiare la Nebularis per il Lividum?
Anzi, il contrario.
Forse non ricordi ma ci fu proprio un caso a Montemignaio non ricordo (questa volta sono io) quanti anni fa: 15/20?
Ci fu un morto e c'era di mezzo l'ex sindaco o qualcosa del genere.
Uno del posto, pratico, che lo faceva quasi di mestiere da decenni.
Prese il Sinuatum in mezzo alle Nebularis e ci scappò il morto, anzi se ricordo bene, la morta, una ragazza.
Il problema è che bisogna guardare bene e soprattutto saper "vedere" quello che si guarda.
Laddove la consuetudine e la fretta possono causare degli errori tragici.
Come trent'anni fa un socio del Gruppo, che nel paniere con i Prataioli aveva un paio di Verna, e un altro (eravamo tutti insieme e alle prime armi, in fatto di funghi extra), piuttosto vispo, glielo fece notare.

Un cordiale saluto.

Mario ha detto...

Dici bene Angiolo.
La fretta e la disattenzione possono trasformare un raccolto di "routine" in una vera e propria tragedia.
No, onestamente,non conoscevo questo episodio di cui parli (Montemignaio), ma a pensarci bene non mi sorprende più di tanto. Spesso in una numerosa colonia di funghi di una certa specie, magari da noi ambita, può nascondersi qualcos'altro, a volte anche qualche soggetto pericoloso. Mai abbassare la guardia e "vedere" bene col cervello cosa abbiamo in mano e non solo cogli occhi.
Il tuo inquietante raccolto sui prataioli, mi fa tornare in mente un episodio di quando da ragazzo, un giorno ero convinto di aver fatto un bel bottino di ottimi A.Campestris in Calvana, quando in realtà avevo messo nel cesto anche dei pessimi Agarici del gruppo Xantoderma. Eppure li avevo annusati uno per uno ed ero convinto di conoscere bene la differenza olfattiva tra le due specie. Mah...probabilmente la voglia di riempire il cesto il prima possibile, quel giorno, mi causò un brutto scherzo. Ma fortunatamente, un compagno d'avventura più esperto di me, mi pose di fronte all'errore, evitandomi così un probabile problema gastrointestinale.
Un saluto.

Anonimo ha detto...

Mario dall’Urbe scrive…
sono d’accordo con quanto scrive Angiolo sulla confusione che si può generare tra specie.
Per quanto ci si vaga su e giù per le montagne alla ricerca di funghi, l’indagine sui di essi in un ambito strettamente scientifico, è solo all’inizio.
Mentre ci sono studi attendibili e illuminanti sulle classificazioni e sulla composizione molecolare dei campioni, poco o nulla si sa sulle nascite e sulle conseguenze chimiche e biologiche del loro consumo.
Nel senso che la ricerca non si è ancora occupata in maniera continuativa, attraverso esperimenti di lunga durata (gli unici attendibili e che possono dare una risposta certa) sulle reazioni sul nostro organismo di alcune sostanze ritenute tossiche presenti nei funghi nonché sui metalli pesanti ivi contenuti.
Sarebbe interessante che forse, con processo scientifico rigoroso, si iniziasse ad occupare della materia.
Io sono un ignorante. Da anni leggo e cerco di documentarmi. Se si esclude lo studio realizzato da alcuni micologi svedesi, nulla, nello studio sui funghi, è stato portato avanti considerando un tempo ragguardevole di anni.
Mi spiego meglio.
Quanto detto sulla Nebularis in queste pagine è tutto corretto (compresi i vapori che per alcuni possono avere conseguenze non piacevoli). Le prove in vitreo, come si dice, dimostrano, in maniera più o meno attendibile, che la tossina nebularina scompare. Si dimentica però, come per tanti altri funghi, che le intossicazioni di queste sostanze agiscono per accumulo.
Io sono un fumatore, e anche un bevitore. Oltre che essere un ignorante sono anche un… vizioso!
Sia le sostanze nocive del fumo che quelle dell’alcol si accumulano nel nostro organismo, spesso si trasformano chimicamente e si fissano. Non è che uno beve un litro di grappa (non arrivo a questo) e il giorno dopo ho il fegato spappolato. Così come se fumo un pacchetto di sigarette in un’ora (neanche a questo) ho l’asma l’ora successiva. Negli anni di consumo però, come dimostrano oramai con certezza studi rigorosi, i danni si evidenziano.
Come giustamente diceva il mio omonimo da Prato, alcuni esemplari di funghi trattengono più di altri metalli pesanti.
L’accumulo di questi è pericoloso.
Ma per capirlo ci vogliono indagini lunghe e scientifiche su un campione ampio. Questo sui funghi non è mai stato fatto.
Nelle oscura e bellissima val Po in Piemonte da dove provengo e ho iniziato da bambino le mie prime esperienze micologiche, tutti, ma proprio tutti, raccoglievano cestinate di Nebularis.
In Toscana, dove vado adesso e anche nel Lazio uguale.
è una tradizione legata anche alla fame che un tempo ti costringeva a mangiare di tutto.
Così come l’Armillaria Mellea. Cariolate intere. Dove vanno a finire “l’emolisine” contenute in esse mica si sa più di tanto.
Oggi si sa ad esempio che una percentuale elevata di morti nelle campagne e nelle montagne un tempo (se non morivano prima per guerre, carestie e fame) sarebbe dovuta alla combustione nei camini e nelle stufe di sostanze nocive con areazioni insufficienti. Oggi sappiamo, dopo studi durati 30 anni che la semplice combustione di una brace può essere assimilabile a fumare un numero di sigarette inimmaginabile. Lo stesso cibo arrostito trasforma alcune sostanze innocue in nocive e parzialmente tumorali.
Non voglio essere drammatico, per carità. Dico solo che tra tradizione e ricerca spesso c’è un baratro. Altre volte no. Vale però la pena informarsi e se è possibile variare. Oggi possiamo, ieri no.
Un tempo valeva quanto detto nella tradizione veneta: "Chel che no strossa ingrassa”.
Un saluto a te e ai vari lettori.


P.S.
volevo complimentarmi con Angiolo. Era dai tempi dell’Università (dalle letture del complicato filosofo Heidegger) che non vedevo utilizzato il verbo “esperire”.
Oggi lo suggerito a mia figlia che aveva il tema in classe in prima liceo. Spero ne faccia buon uso. Ma temo che insegnanti e colleghi studenti lo confondano con il nome di una nuova APP.
Complimenti!

Angiolo ha detto...

Ciao Mario pratensis!

I casi dei funghi sono infiniti.
A proposito di quello che dici e cioè la frammistione di un fungo di una specie in mezzo ad una colonia di carpofori di un'altra.
Circa una dozzina di anni fa, in Secchia all'Abetone, trovai un Bastardo poco meno che enorme in mezzo ad un andirivieni di persone che cercavano come tanti segugi con la lingua ciondoloni.
Mi sentivo il fiato sul collo e gli sbuffi da tutte le parti nelle orecchie.
Nel pulito, bello grosso.
Perfettamente inserito in un cerchio amplissimo di Cortinarius elegantissimus dello stesso colore e taglia.
In pratica nel punto dove avrebbe dovuto formarsi un Cortinario, c'era un Edulis, probabilmente preesistente anche se per niente maturo ancora.
E il bello è che alcuni li avevano presi a pedate!
La gente passava guardava e sviava, o si accaniva a calci.
Io passai, guardai e raccolsi.
Io "vidi", loro no.
E così capita in continuazione, almeno a me.
Passo da un posto e non ci vedo nulla.
Ripasso al ritorno e ci trovo un bel pezzo o due che prima non avevo visto, perché è vero che i funghi crescono in fretta ma così proprio no, neanche nei racconti delle fate e degli gnomi.
Quanto ai Prataioli e alle conseguenze dell'ingestione dei cosiddetti funghi al profumo d'inchiostro, ho dei forti dubbi e ti spiego perché.
Dal 1977 al 1984 io trovavo in zona Diacceto-Magnale-Raggioli (un po' a a valle di Vallombrosa) la Clitocybe geotropa, a baulate (non è una località ma un particolare della mia Fiat 128 di allora, che cariola!, è proprio il caso di dirlo!).
Poi per un paio di anni, chissà perché, m'incaponii (allora non mi stancavo di esplorare) a tornarci di primavera.
Si tratta di una zona tutta a balzi con muri a retta, quercioli, cipressi, nocioni, scope e nei ripiani olivi.
E potei constatare che ci nascevano le Campestris a balle pure quelle.
Così un giorno ci tornai e mi misi a raccoglierle.
C'era intorno a me un sacco di gente con le borse che buttavano dentro questi funghi a manciate.
Poi mi venne fatto di guardare meglio il mio raccolto e mi accorsi che metà dei funghi che avevo preso (adesso ho molto più colpo d'occhio, sono passati tanti anni, in cerca e in agguato) erano Xantoderma.
Così sgrossai il mio bottino e dopo un po', essendo stracarico, me ne andai.
Ebbene, non ho mai letto sul giornale o sentito dai media che qualcuno avesse avuto in quel periodo un avvelenamento da funghi.
Quindi vuol dire che se le hanno mangiate (non so come abbiamo fatto per il puzzo di inchiostro cimicioso, ma tant'è) non gli è successo niente, o pochissimo.
Altrimenti sul giornale ci sarebbero finiti.
Che poi non le abbiano mangiate, erano in diversi, mi sembra strano (l'odoraccio?).
D'altronde c'è gente che prende tutte le Russule e tutte le Clavarie e sembra che non gli succeda niente.
Eppure addirittura avevano ribaltato il giudizio sulla Russula olivacea da commestibile a molto tossica, se non mortale.
E diverse Ditole vengono date per tossiche.
Forse è un po' tutto relativo e dovremmo rivedere il nostro approccio a dei dati che sono sì scientifici ma probabilmente hanno meno incidenza sulla realtà di quello che verrebbe da pensare leggendoli.
Anche se è vero che la cosa migliore è in dubio pro reo, che sarebbe il raccoglitore.
E buttare via tutto.

Un cordiale saluto.

Angiolo ha detto...

Ciao Mario, civis romanus!

Ti ringrazio per l'esperire ma credimi, essendo fiorentino, mi sono sempre incaponito a parlare e scrivere un italiano pulito, pur con il mio orrendo vernacolo e anche nella scrittura con quelle brutte abitudini che vengono dall'uso del vernacolo, appunto.
Penso di aver risposto più o meno a quello che scrivi nel mio riscontro al tuo omonimo dei prati (pratensis).
Vorrei solo aggiungere che noi ci ostiniamo a classificare tutto quello che fa bene e fa male.
Se assumiamo un farmaco , ci dicono di stare attenti perché fa bene alla menengite ma fa diventare idioti (e così si chiude un cerchio perfetto!).
Io sono arrivato a 76 anni, pur con diversi acciacchi e operazioni facendo quello che mi pareva e non mi lamento tuttora; qualche doloretto e il diabete che mi fa ingrullire ma non più di tanto perché poi, come detto, me ne frego.
Vorrei solo dire che sicuramente tutto quello che assumiamo come alimento, anche se bio e forse soprattutto quelli, ci fa bene in quanto alimento e poi ci fa venire qualcosa.
Il colesterolo, il diabete, l'ipertensione, il cancro, l'enfisema e via via, visitando una galleria di malanni esiziali.
TUTTO fa bene e fa male!
Non uno sì e l'altro no.
Anche l'olio extravergine di oliva (bestemmia orrenda, l'unico olio di oliva per me è l'extravergine, gli altri sottoprodotti li chiamino come vogliono ma non "olio di oliva").
Quindi, tornando a bomba, tutta la nostra vita è senza soluzione di continuità un eterno riequilibrare ciò che poco prima avevamo sbilanciato facendo qualcosa, tipo il mangiare.
Quando si è giovani quasi niente, con l'aumentare dell'età un crescendo rossiniano.
Finché non arriviamo alla scadenza biologica che ci è stata assegnata.
Per il resto più passa il tempo (e qui si ritorna ai miei 76 anni) e più ci si rende conto che tutto è relativo, molto relativo.

Quindi, un cordiale saluto anche a te!

Anonimo ha detto...

Mario civis romanus scribit...
Edamus, bibamus, gaudeamus....
e grazie per la risposta tra le più belle e intense di sempre.
Un saluto. Mario


Emanuele ha detto...

Ciao angiolo oggi come detto sono uscito a finferli (lutescens) e ne ho trovati moltissimi un Po li ho regalati ai miei e un Po alla vicina di rocca con il resto ci ho fatto un vasetto sott olio e la pastasciutta per stasera. Ho visto qualche leccino e l ordinalessa. Sono tornato dove avevo trovato due geotropa è c'è ne ho raccolta un altra non troppo grande ha il margine anch ora involuto e un bel umboncino pronunciato. Sono stato anche in un altro posto che conosco e ho visto due piccole geotropa ma le ho lasciate sperando che crescano 😃
Mario della radioattività dei finferli non ricordo di aver letto mi pare un altro fungo la caperat .....cmq se non sbaglio mi pare di aver letto che la radioattività dei funghi possa essere tolta sbollentandoli mentre cosa più complicata sono i metalli pesanti.
Un saluto

massimo ha detto...

Ciao Angiolo, solo per dirvi che ho passato 15 minuti a leggere gli ultimi 6 post (gli altri gli avevo già letti) piacevolissimi e devo farvi i complimenti per l'utilità degli argomenti trattati e del blog, pensare che c'é chi vorrebbe chiuderlo.

salutoni a tutti
massimo

Mario ha detto...

Angiolo, penso che un pò tutti noi siamo incappati in questo errore, ovvero raccogliere agarici del gruppo Xantoderma.
Avendo proprietà organolettiche incostanti, sono convinto che tanta gente li abbia mangiati scambiandoli per "prataioli buoni" non riscontrando alcun problema. O magari sì. Ma perchè poi abbinare necessariamente quel piccolo mal di pancia al consumo di funghi? Magari è stato quel cavolo che è stazionato in frigo troppo a lungo, penserà il tizio e via dicendo. E poi siamo troppo diversi l'uno dall'altro, anche per ciò che concerne la reazione del nostro organismo a certe sostanze contenute nei funghi. Immagino anche quanta gente abbia mangiato qualche Omphalotus Olearius, senza avvertire grossi problemi. Magari persone che dispongono di stomaci atti a digerire anche sassi e dal palato estremamente grossolano(-: Comunque, con i funghi è bene applicare, per quanto mi riguarda, il buon vecchio detto "meglio aver paura che buscarne" ed andarci coi piedi di piombo, anche perchè, come ci ricorda, giustamente, il mio omonimo da Roma,il raccogliere funghi per fame fa ormai parte del passato ed oggi possiamo permetterci (Dio volendo) di fare un pò gli schizzinosi. Con trenta centesimi, mi vendono, al supermercato, dei fagioli in scatola già cotti; aggiungo gli aromi di mio gradimento, cinque minuti di gas (e non di più ,così risparmio anche lì) e via nel piatto. Chi me lo fa fare di raccogliere quel tricholoma equestre, (dal sapore squisito, dice qualcuno) che mi fa l'occhiolino, lì tra i miei piedi? Magari è più sano degli stessi fagioli di cui sopra, per carità. Magari quelle persone che sono morte in Francia nei primi anni di questo secolo, avevano consumato in realtà un rarissimo fungo dall'aspetto molto simile, oppure quelli erano davvero dei T.Equestre ma invasi da una muffa rara. Vattelapesca! Ma nel dubbio... Eppure su internet trovi anche chi dice: "io continuo a mangiarlo" oppure, "vedrai che presto lo riabiliteranno"...
Le radiazioni? Purtroppo Emanuele, interesserebbero anche il C.Lutescens e non solo lui. Ci sono diversi articoli interessanti su Internet. Ho scritto troppo...saluti a tutti i lettori
Mario Pratensis (-:

Angiolo ha detto...

Certo, Mario!

Ma se lo Xantoderma mi fa venire un mal di pancia talmente piccolo da far pensare ad un'intossicazione da fagioli all'uccelletto...
Poi d'accordo che ci sono le incompatibilità individuali.
Comunque io l'ho sempre detto.
Se uno è incerto o comunque non è convinto (effetto placebo e non placebo), è meglio lasciar perdere.
Quanto al risparmio sul gas, hai mai provato le piastre ad induzione?
Certo costano qualcosa ed anche il pentolame adatto, però anche i fornelli a gas non li danno gratis.
Comunque, una favola.
Magari con le radiazioni (emissioni) elettromagnetiche o vattelappesca (non sono un fisico) ti fanno venire chissacché (tipo gli smartphone, perennemente appoggiati alla staffa e al martello).
A proposito di radiazioni, sai che nel 1986 di aprile/maggio portavo a casa i Prugnoli col carretto, a quintali?
Non li prendeva più nessuno con la storia di Chernobyl.
Sono passati trent'anni, prima o poi mi faranno effetto.
Quanto all'Equestre, io avevo in Secchia (Abetone) un paio di fungaie che ne facevano una quantità incredibile.
Poi piano piano, nel giro di un paio di lustri sono spariti.
Comunque ho fatto in tempo a mangiarne (mi piacevano molto) tanti da farmi venire una dozzina di iperavvelenamenti.
Chissà cosa gli ci era cascato sopra, alle fungaie, in Francia.
Acido cianidrico?
O semplice fallout da centrali nucleari, quelle che non abbiamo più noi che però in compenso paghiamo un fottìo l'elettricità?
E che ora i cugini d'Oltralpe stanno fermando a picce perché c'hanno un sacco di guai.

Riflessioni da tardo autunno di uno che si sta spallando un po'.

Con tanti cordiali saluti a tutti.

Emanuele ha detto...

Ciao Angiolo Come va?
Ieri parlavo con un vicino di casa che ho scoperto essere un appassionato cercatore di funghi e mi raccontava di raccogliere un fungo agnello tutto bianco candido e di trovarlo squisito addirittura mi diceva che lo mangia tagliando il cappello e quindi solo il gambo e diciamo la base ammassata.
Io ero un Po perplesso e stamani sono andato a guardare in un libro trovando che il fungo agnello a cui si riferisce potrebbe essere lyophyllum connatum.
Te cosa pensi del connaturata lo hai mai assaggiato?
Un saluto e con l occasione tanti augura da me e lucia

Angiolo ha detto...

Ciao Emanuele!

Questa mi giunge nuova.
Mai sentito che si butti via il cappello e si mangi soltanto il gambo!
Cos'è, una nuova usanza?
Del Lyophyllum connatum, come per tutti i componenti il suo gruppo (decastes, conglobatum, etc.) sono commestibili sia il caèppello che il gambo.
Quindi, se è quello, non vedo la ragione di utilizzarne soltanto una parte.
Per quanto riguarda lo scartare il cappello, per la verità fino a pochi anni fa si sentiva dire che in Germania e Austria i Porcini non erano molto graditi e che, per mangiarli, scartavano l'imenio, lasciando solo la carne e il gambo.
Non so se fosse vero.
Comunque, de gustibus....

Un cordiale saluto a te e Lucia.